mercoledì 17 maggio 2006

Mi sentivo un re magio

Quella notte mi sentivo proprio così...
Non andai a lavorare. Chiamai e mi detti malato.
Mi sentivo un naufrago alla ricerca della verità.
La verità, la luce, il senso del vero, il senso del reale, il senso della sicurezza, della coerenza forse.
Ambivo a tutto quello che è normalmente irrangiungibile...
Una volta raggiunta la convinzione dell'impossibilità del raggiungimento stesso a cui anelavo scrissi:

pioggia vento grigiore noia tristezza
vorrei perdermi nascondermi rifugiarmi in un abbraccio
vorrei stare con te in una scatola di vetro
osservare l'acqua scivolare sulle pareti
godere di quella sensazione di tranquillità e sicurezza
con la coscienza che se anche le pareti non ci fossero
l'acqua ci scivolerebbe addosso lasciandoci impermeabili
inattaccabili inossidabili.
pioggia vento grigiore tristezza e noia ci sono
io ci sono, ma tu?
Dove sei? E soprattutto...chi sei?
Dietro quale angolo ti nascondi?
Quale maschera ti rende così invisibile ai miei occhi?
Quale rumore copre il tuo battito?
Io lo sento ma non ne comprendo la provenienza.
Lanciami un segnale, indicami una direzione, dov'è la stella cometa?

E mi addormentai per fortuna, nonostante fossi dominato dallo sgomento.

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