lunedì 26 febbraio 2007

Sono fortunato

E' stata una doccia gelata, ed e' una situazione molto complicata da gestire.
Ma ho tante persone che mi stanno vicino, sono bellissime, sono dietro gli alberi, nei cespugli. Non vogliono dare l'impressione di starmi troppo addosso, ma poi, come per magia, come per caso, quando ho bisogno, quando ondeggio, barcollo, ne vedo spuntare una, due, tre pronte a sotenermi, sorreggermi, e anche sopportarmi.
Sono davvero fortunato.

giovedì 15 febbraio 2007

Lettera ai miei fratelli

E' da qualche giorno che meditavo di esporvi il mio pensiero, i miei pensieri, le mie sensazioni di fronte a quello che ci sta succedendo, a quello che sta accadendo a noi, ma soprattutto ad una persona che e' stata in grado di darci tutto quello che in questo momento possiamo vantarci di avere, ma soprattutto di essere.
Non siamo mai stati capaci di manifestarci esplicitamente l'affetto e il legame che si unisce. Soprattutto con nostra madre. E' sempre stato lasciato tutto un po' nel "tanto lo sappiamo che ci vogliamo bene".
Non siamo abituati a gesti evidenti, temendo forse di sembrare banali.
Non riesco ad immaginare quale possa esserne il motivo.
Fin da ragazzino, quasi mi vergognavo a vedere alcuni miei amici avere un atteggiamento palesemente affettuoso nei confronti delle loro madri. Abbracci, baci, quasi da ritenersi spudorati.
La verita' e' che probabilmente li invidiavo.
Siamo cresciuti cosi' noi.
Non ci siamo mai fatti mancare nel momento del bisogno, ma forse saremmo stati migliori se ci fossimo detti cose, se ce lo fossimo dimostrati piu' apertamente.
Non so perche' siamo cosi', non so se questo modo quasi di nascondere le emozioni, belle o brutte che siano, sia stata una forma di protezione che ci e' stata indotta.
Forse pero' si dovrebbe cambiare linea di condotta. Non e' facile, io per primo me ne rendo conto.
Non sono mai stato capace di dire a nessuno di voi neanche grazie per quello che avete fatto per me. Al contrario piu' volte mi sono dimostrato ingrato.
Ma piu' di tutto mi sono dimostrato tale nei confronti di lei, di nostra madre.
E ancor piu' verso di lei mi risulta difficile dimostrarmi spontaneo ed aperto nell'affetto.
Dai tempi della scuola e' nato questo rappporto che all'apparenza sembra quello di due persone che convivono e si sopportano.
In questi giorni penso spesso a quello che e' successo ormai molti anni fa. Io praticamente e' come se non ci fossi stato, e piu' volte nella mia vita ho ringraziato non so chi per questo.
Mi e' mancato il ricordo di un genitore, ma mi e' mancata per fortuna anche la sofferenza per averlo perso.
Ora pero' e' diverso. Mi spiace fare questi discorsi, ma per come sono fatto, io preferisco pensare al peggio per poi gioire del meglio che puo' venire da una situazione.
Se solo penso al fatto che, a trentaquattro anni io continuo a fare una vita spensierata, e nostra madre alla stessa eta' e' rimasta sola a crescerci, beh, come minimo mi tremano le gambe.
In ogni caso, quello che voglio dirvi e' che, io sono qui, noi siamo qui, a fare di tutto affinche' questa situazione venga affrontata nel migliore dei modi.
Vi ho gia' detto di persona, che la mia disponibilita' e' massima, rinuncio volentieri a questa vita sregolata, anche se di questa vita e' fatta una parte del mio lavoro, e da quel lavoro tutto sommato ci campo anche, e non solo dal punto di vista economico. Ma fa niente.
Devo troppo a quella persona. Spero solo di riuscire a trovare il giorno e il modo per dirglielo, prima che sia troppo tardi.
Sarebbe davvero un rimpianto troppo grande.
Ho scritto di getto, come faccio sempre da un bel po' di tempo, quindi perdonatemi se per certi versi ho scritto cazzate.
Volevo perlomeno che aveste la sensazione della mia presenza. Ho sempre fatto il fratello piccolo, quello da preservare, da proteggere.
In questa situazione siamo tutti e tre grandi e tutti e tre con le stesse responsabilita'.
Vi abbraccio, ora con una lettera, sperando che un giorno non troppo lontano riusciremo anche a sbloccarci e farlo fisicamente.

lunedì 12 febbraio 2007

Accadono cose...

Sei li' che vivi la tua vita, alla disperata ricerca della serenita'.
Fai i tuoi bravi tentativi, ti guardi attorno, raccogli un sasso di qua, una conchiglia di la', le metti in tasca. Potrebbero essere i pezzi del futuro che decidi di costruire.
Un futuro semplice, fatto di piccole cose. Piccole cose che diventano enormi, quando riescono a riempirti il cuore e farti esplodere l'anima di felicita'.
Ma poi vedi il sole oscurarsi. Guardi l'orologio, ma non e' ancora sera. Com'e' possibile?
L'ombra si espande sempre piu' velocemente. Neanche il tempo di sfilare gli occhiali da sole e guardare in alto. Eccolo, e' proprio sopra di te.
Il macigno. La reazione e' istintiva. Gamba destra tesa indietro, piede sinistro avanti, ginocchio leggermente piegato e le braccia tese sopra la testa. Mani aperte. Sei pronto...arriva. SBAM!
Non e' una cosa per cui puoi prepararti tempo prima. Non c'e' una palestra dove poterti allenare. E se anche ci fosse, nessuno la frequenterebbe mai preventivamente.
Arriva e basta. Devi avere abbastanza forza o ti schiaccia.
E continua a premere, lo vedi li', a pochi centimetri dal tuo naso. Non ti da tregua.
Dal momento in cui ti e' piombato addosso ti fara' compagnia per i giorni a venire.
Ovunque tu decida di andare. Potrai avere talmente tanta forza da riuscire a dimenticarti della sua presenza, nonostante le tue braccia sia sempre impegnate a respingerlo.
Ma il macigno e' sempre li'.
Ti chiedi come farai a continuare a saltellare d'ora in poi. A dormire, a dispensare sorrisi spensierati, battute divertenti.
Si puo' sorridere con il viso rosso di fatica e le vene gonfie sulle tempie? Chi puoi prendere in giro? Chi ti credera'?
Non si possono chiudere gli occhi, figuriamoci dormire.
La stanchezza ti assale. Ma non puoi cedere. Stai reggendo il macigno per conto di qualcuno a cui vuoi bene. E nonostante tutto, quel macigno per quella persona risulta essere ancora piu' pesante. Perche' c'e' scritto il suo nome sopra alla voce: DESTINATARIO.
E allora intervengono altre mani, altra forza in tuo aiuto per fortuna. E cosi' puoi permetterti di liberare una mano, prendere dalla tasca lo scalpello e provare a cominciare a distruggerlo, annientarlo. Un pezzetto alla volta, con pazienza e grande determinazione.
Sara' dura la battaglia, lenta alle volte sembrera' impossibile vincerla. Ma ci proverai con tutte le forse perche' e' l'unica strada. Perche' e' l'unico modo di viverla.
Perche' solo cosi' potrai sperare di rivedere splendere il sole.

sabato 10 febbraio 2007

Insegnare

E' quasi mattina, serata pienissima....
Un botto di gente, quasi ingestibile per quanta ce n'era.
Dal mio punto di vista una goduria immane.
Ma troppa adrenalina in corpo per decidere di andare a letto presto.
Adoro questo lavoro, soprattutto in queste serate.
Mi sento un dio, centinaia di persone che stanno li ad aspettare che tu li faccia star bene, divertire o semplicemente chiacchierare.
Non esiste un altro lavoro cosi'.
E' la mia vita. Non saprei fare nessun altra cosa meglio di questa.

Tra qualche ora ho lezione. Inventero' qualcosa. Non mi sono preparato nessuna scaletta, nessun programma, niente di niente.
Ma non e' la prima volta, so come gestire queste situazioni. Un po' di chiacchiere, un po' di conoscenza (e' il primo giorno!) un po' di nozioni di base, un po' di nozioni vere da ripetere ovviamente la prossima volta, una pausa, un'altra pausa, e 5 ore passano.
E' bello insegnare, alle volte rimpiango il non avere una laurea che mi permetta di farlo come mestiere.
Ma va bene cosi'. E' gia' una fortuna riuscire ad esercitare questa professione grazie all'esperienza e alla professionalita' maturata.
Sono curioso di conoscere i miei allievi. Domani. Tra qualche ora.
Ogni volta che comincio un percorso di docenza, mi rendo conto che sto donando qualcosa di me a delle persone. Non tutte, ma almeno una, magari anche cinque di quelle persone, faranno tesoro dei miei insegnamenti. Magari almeno una, avra' un futuro anche grazie a quello che io ho saputo trasmettere.
E' una soddisfazione indescrivibile.
Mi capita ogni tanto di incontrare qualche vecchio allievo. E' bello, e' appagante.
Siamo sempre li'. Non vogliamo passare su questa terra come semplici raffiche di vento. Vogliamo lasciare un segno. Una piccola scalfitura, da qualche parte. E' importante.

Il domani

Il domani non e' garantito a nessuno. In nessun modo avrai mai la possibilita' di ottenere certezze di alcun tipo. Ma proprio per qu...