C'era una volta un pazzo che si trovava in un pozzo.
Dal fondo del pozzo non faceva altro che alzare gli occhi al cielo, per guardare le nuvole passare.
In un primo momento gli era sembrato normale essere li', ma poi prese a chiedersi:
"Ma io che ci faccio nel pozzo? Non ricordo di esserci entrato, non mi ci sono buttato, ne' tantomeno mi ci sono calato dentro con una corda. Non sono mai stato curioso di sapere come fosse la vita all'interno di un pozzo.
Eppure sono qui. Devono avermici messo, non c'e' altra spiegazione. Devo essermi distratto un attimo e senza che me ne potessi accorgere hanno costruito attorno a me questa prigione, questa punizione.
Mia madre mi dice sempre che nel pozzo ci rinchiudono i pazzi e che se anche non lo sono realmente rimanendo li dentro lo diventano."
Comincio' a gridare, a chiedere un aiuto, l'intervento di qualcuno. E ogni volta la sua voce rimbombava in quelle pareti e la testa gli faceva un gran male.
"C'E' QUALCUNO LA FUORI?????? CHE VENGA QUALCUNO PERLOMENO A DIRMI PERCHE' SONO QUI!"
Ogni tanto una voce gli rispondeva anche - "NON C'E' NESSUNO!!!!!"
Piu' ci pensava e piu' si arrovellava la mente. E piu' gridava e piu' impazziva.
"Una motivazione plausibile dovra' pure esserci. Io non sono pazzo, io sono sanissimo. Faccio una vita normale, regolare, cerco di essere sempre gentile e corretto con tutti. Dove ho sbagliato?
Mia madre mi dice sempre di stare attento perche' spesso capita che le persone arrivino a conclusioni affrettate, emettano giudizi in base a semplici supposizioni e su queste si ritrovano a legiferare, giudicare ed infine condannare.
Non sono mai stato d'accordo con lei. Le ho sempre ripetuto che l'imputato ha sempre possibilita' di ribattere, di spiegare e nel caso anche far decadere le accuse che gli vengono mosse. Perche' e' un suo diritto difendersi ed e' anche un diritto dell'accusatore sapere se per caso non stia commettendo un grave errore."
Ma nel caso del pazzo nel pozzo la storia non ando' cosi'. Nessuno sapeva se fosse stato davvero colpevole di qualcosa. Ogni tanto qualcuno passava li vicino, scambiava due parole con lui, ma andava via subito - "E' pazzo! E' pazzo! Non sa quel che dice!"
Finche' una mattina, quando si sveglio', trovo una corda calata fino a lui dalla sommita' del cielo.
Sulla corda un bigliettino: "Dai vieni su, non ne parliamo piu'."
Pare che lui sia ancora li', a fissare la corda e il bigliettino, ma che non si sia deciso a risalire.
"Voglio prima sapere perche' sono finito qui dentro e soprattutto capire se me lo meritavo.
La corda e' fatta per salire, ma puo' essere anche usata per scendere, per venire a visitare il pozzo. Magari se fossimo di piu' qui dentro, si sentirebbe meno l'eco. Le parole si fisserebbero di piu' invece di rimbombare cosi' vuote e perdersi. Le mie magari le sentirebbe finalmente qualcuno. Ed io stesso finalmente sentirei quelle degli altri."
mercoledì 24 ottobre 2007
lunedì 15 ottobre 2007
giovedì 11 ottobre 2007
Sono a casa...un amico un tempo parlava di rami secchi
Finalmente a casa. 3 giorni e mezzo in ospedale.
Cavoli pensavo di tornare e di sentirmi fresco e pimpante come mi sentivo li nelle ultime ore.
E invece no. Sono arrivato qui che mi sento una pezza. Freddo, sentori di febbre (che per fortuna non ho) . Sono tra le coperte con il pc sulle ginocchia, modello vecchio pensionato su sedia a dondolo e gatto dormiente sulle ginocchia.
Spero di riprendermi presto, questa condizione non mi piace affatto. Non sono libero di muovermi.
Ho fatto un po' di considerazioni, usato una sorta di bilancia, valutato situazioni e persone.
La presenza assidua di alcune, la totale assenza e il totale disinteresse di altre. Era un intervento da nulla tutto sommato, ma non ricevere nemmeno un sms, un "come stai?" su messenger o skype...
Va bene cosi'. Sfoltiamo....sfoltiamo...
Cavoli pensavo di tornare e di sentirmi fresco e pimpante come mi sentivo li nelle ultime ore.
E invece no. Sono arrivato qui che mi sento una pezza. Freddo, sentori di febbre (che per fortuna non ho) . Sono tra le coperte con il pc sulle ginocchia, modello vecchio pensionato su sedia a dondolo e gatto dormiente sulle ginocchia.
Spero di riprendermi presto, questa condizione non mi piace affatto. Non sono libero di muovermi.
Ho fatto un po' di considerazioni, usato una sorta di bilancia, valutato situazioni e persone.
La presenza assidua di alcune, la totale assenza e il totale disinteresse di altre. Era un intervento da nulla tutto sommato, ma non ricevere nemmeno un sms, un "come stai?" su messenger o skype...
Va bene cosi'. Sfoltiamo....sfoltiamo...
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