mercoledì 26 dicembre 2007

Da "La casa dei Giglio" di Franco Perricone

Un foglio bianco da riempire, uno spazio immenso per innumerevoli pensieri, che ti mordono dentro, che ti aspettano impavidi e ti sfidano. E tu, allora, ti metti in ascolto, speri di vincere questa grande battaglia con te stesso, e poi, ala fine, forse vinto dalla stanchezza, gioisci, e con coraggio affronti quel foglio bianco.
Ti abbaglia, ti rattrista, ma ti affascina, ed è proprio in quel momento che, tra il fare e il non fare, la mano ti scivola veloce e come l'aratro solca il terreno, la penna fa da sovrana, lasciando su quel bel foglio candido tracce eterne di pensieri, trasformati in parole, fiumi di parole, che belle o brutte che siano, mostrano, a chiunque le legga, tutto ciò che conservi, che hai immolato per il bene o per il male.
Parole forse dettate dalla rabbia, segnate dal tempo, dure anche con te stesso e con gli altri, ma necessarie, incisive e prorompenti, che spiegano, che divulgano e che soprattutto danno emozioni. Se non fosse che se ne conosce l'origine, oserei dire che solo Dio avrebbe potuto architettare la scrittura.
Quando scrivi, tutto quell'insieme di vocali e di consonanti sembrano materializzarsi al punto, da rendere vivo il susseguirsi delle azioni e, come nella scena di un vecchio film in bianco e nero, sfilano davanti agli occhi, dandoti la sensazione di condividerne la parte.
Così come un attore, ti trovi immerso tra le righe, divenendo per un momento la riga stessa, e, tuffandoti in un'orgia di pensieri e di parole, vai descrivendo sogni di terre e mondi lontani.

lunedì 24 dicembre 2007

Natale, luminarie e cotillon

Di qualche anno fa ma sempre valido.

Sta arrivando. La festa bestiale.
E' gia' nell'aria da diversi giorni. La stazione Termini aveva gia' il suo
bell'albero addobbato.
I negozi sono gia' pieni di lucine, angioletti, nastri rossi...
La gente ha cominciato il suo processo di rincoglionimento.
C'e' crisi. C'e' recessione. Ma davanti al Natale tutto scompare, sotto un
pesante velo di ipocrisia.
Non si potrebbe andare in letargo per una ventina di giorni? Mi piacerebbe
risvegliarmi intorno al dieci di gennaio.
L'ennesimo Natale. L'ennesimo anno che se ne va portandosi dietro speranze e
sogni non realizzati.
L'ennesimo spreco di denaro nel nome di un amore fraterno che il giorno dopo
butteremo nel cesso ancora intasato dalle badilate di merda che abbiamo
gettato sul prossimo per tutto l'anno.
Natale. Bisognerebbe riuscire a non rimanerne coinvolti. Ma e' impossibile.
Ti basta guardare i bambini, con i loro desideri, i loro capricci.
Che bello che e' scrivere una letterina, fare le preghierine, sperare
ardentemente in qualcosa, e ritrovartela li', sotto un albero addobbato
dalle amorevoli mani di tutta una famiglia, unita, felice. C'e' il tuo
pacco...ti ci avventi, strappi via l'incarto in due nanosecondi, ed eccolo
li, il tuo robottransformerradiocomandato...Non c'e' niente che puo'
riempirti il cuore di gioia nella stessa maniera. Il mondo si ferma intorno
a te.
Ci sei solo tu e il tuo dono tanto bramato. Al diavolo le cioccolate, i
maglioncini e il libro di Harry Potter...
Che invidia. Adesso che sei grande, che in teoria potresti comprarti tutti i
robot di questo mondo...
Adesso che da quando hai perso l'amore, il Natale ti porta nausea. Almeno e'
questo e' quello che credi.
Ma non e' nausea...e' tristezza, e' la maschera che indossi per coprire le
lacrime. Le lacrime di un bambino ormai cresciuto che sa di non trovare quel
che desidera sotto il suo albero.
Chissa' perche' il Natale nella mia testa deve essere considerato la
celebrazione della felicita' vissuta con una persona. Non ricordo quando ho
vissuto l'ultimo Natale che si possa definire felice. Gli ultimi mi sono
scivolati addosso graffiandomi la pelle. Facendomi male.

Caro Babbo Natale, quest'anno vorrei che mi portassi un emozione.

Merry Christmas...

martedì 11 dicembre 2007

Affogo...

Non respiro. Mi manca l'aria. Mi manca L'aura...
Ho sbagliato, ma spesso sbagli anche tu.
Ho sbagliato di piu'? Sicuramente. Non e' una gara. E se lo fosse la perderei volentieri.

Ma io non sono solo quello degli sbagli. Sono anche quello dei bei momenti passati, ma soprattutto sono quello dei momenti meravigliosi che ancora dobbiamo vivere.

Hikmet...Hikmet....

E cosa fondamentale, non sono quello che sono stati gli altri in precedenza. Io sono io. Punto.

Non corrispondo ad una casistica. Non sono un dato campione.

Il domani

Il domani non e' garantito a nessuno. In nessun modo avrai mai la possibilita' di ottenere certezze di alcun tipo. Ma proprio per qu...