Di qualche anno fa ma sempre valido.
Sta arrivando. La festa bestiale.
E' gia' nell'aria da diversi giorni. La stazione Termini aveva gia' il suo
bell'albero addobbato.
I negozi sono gia' pieni di lucine, angioletti, nastri rossi...
La gente ha cominciato il suo processo di rincoglionimento.
C'e' crisi. C'e' recessione. Ma davanti al Natale tutto scompare, sotto un
pesante velo di ipocrisia.
Non si potrebbe andare in letargo per una ventina di giorni? Mi piacerebbe
risvegliarmi intorno al dieci di gennaio.
L'ennesimo Natale. L'ennesimo anno che se ne va portandosi dietro speranze e
sogni non realizzati.
L'ennesimo spreco di denaro nel nome di un amore fraterno che il giorno dopo
butteremo nel cesso ancora intasato dalle badilate di merda che abbiamo
gettato sul prossimo per tutto l'anno.
Natale. Bisognerebbe riuscire a non rimanerne coinvolti. Ma e' impossibile.
Ti basta guardare i bambini, con i loro desideri, i loro capricci.
Che bello che e' scrivere una letterina, fare le preghierine, sperare
ardentemente in qualcosa, e ritrovartela li', sotto un albero addobbato
dalle amorevoli mani di tutta una famiglia, unita, felice. C'e' il tuo
pacco...ti ci avventi, strappi via l'incarto in due nanosecondi, ed eccolo
li, il tuo robottransformerradiocomandato...Non c'e' niente che puo'
riempirti il cuore di gioia nella stessa maniera. Il mondo si ferma intorno
a te.
Ci sei solo tu e il tuo dono tanto bramato. Al diavolo le cioccolate, i
maglioncini e il libro di Harry Potter...
Che invidia. Adesso che sei grande, che in teoria potresti comprarti tutti i
robot di questo mondo...
Adesso che da quando hai perso l'amore, il Natale ti porta nausea. Almeno e'
questo e' quello che credi.
Ma non e' nausea...e' tristezza, e' la maschera che indossi per coprire le
lacrime. Le lacrime di un bambino ormai cresciuto che sa di non trovare quel
che desidera sotto il suo albero.
Chissa' perche' il Natale nella mia testa deve essere considerato la
celebrazione della felicita' vissuta con una persona. Non ricordo quando ho
vissuto l'ultimo Natale che si possa definire felice. Gli ultimi mi sono
scivolati addosso graffiandomi la pelle. Facendomi male.
Caro Babbo Natale, quest'anno vorrei che mi portassi un emozione.
Merry Christmas...
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3 commenti:
Caro Babbo Natale...regalagli la consapevolezza che le emozioni se le deeo procurare da se,senza aspettare che gli arrivino dalla presenza di altre persone nella sua vita..non puoi sbagliare, se segui il tuo cuore senza guardare indietro.Si dice che si chiude una porta e si apre un portone...solo che molte volte rimaniamo troppo spesso a guardare la porta chiusa e non ci accorgiamo dello schiudersi delle altre.
Buon Natale
Daccordissimo. E se te lo dico io, anche io che proprio adesso sto cominciando a voltare le spalle alla mia porta chiusa, devi crederci.
Nessuna festa riesce a fare quello che il Natale suggerisce nelle nostre vite: la speranza di un nuovo inizio. Di potere, anche noi, iniziare dal niente, con niente. Di lasciarci gonfiare dalla vita, di spiegare i nostri abiti aggrinziti, di tenderli al sole, di renderli mondi e di rimmergerli nella vita, perché possano inzupparsi nelle acque fresce di una nuova corrente. Dove ci porterá? Anche questo porta con se il Natale. La speranza di incalzare, finalmente, la giusta direzione. E´questo il mio augurio.
Con affetto
maria carmela
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