Non e' mica cosi' semplice...
Quando sei talmente sfiduciato dai rapporto interpersonali, quando non hai niente da perdere e ti viene proposta sul piatto d'argento la soluzione immediata alle tue problematiche istantanee...
Non e' farina certo, ma comunque un impasto riesci a farlo, comunque riusciresti a soddisfare quell'istinto momentaneo, soprattutto in questo momento di rabbia interiore.
Ma lasci scorrere, nonostante il fornitore di farina, se pur di scarsa qualita', ti rida quasi in faccia, perche' rispetto al suo prodotto hai accettato il nulla...la non produzione.
Dovresti sentirti moralmente fiero, ma non e' facile.
L'istinto tenta di avere il sopravvento, l'orgoglio di fornaio.
Ti giudicheranno un fallito, uno che non sa approfittare delle occasioni, ma forse, anzi sicuramente e' meglio cosi'.
Perche' alle volte e' meglio non lasciarsi andare, e' meglio non cedere, per quanto la voglia sia tanta.
Non si puo' mica esser sempre puri nel proprio modo di impastare.
Alle volte sarebbe molto piu' semplice cedere alla tentazione. Ma le complicazioni sarebbero troppe. Qualcuno potrebbe riconoscere il tuo sbaglio, potrebbe giudicare in maniera sbagliata una tua scelta dettata dal momento.
E ti ritrovi cosi' a mordere il manico, a chiederti perche'.
Un domani potro' vantarmi con me stesso di essere riuscito a vincere la tentazione, di essere rimasto incontaminato. Ma in questo momento, furente come sono, mi chiedo ancora se un altra goccia di olio non mi avrebbe fatto scivolare nel rischio di cascarci.
Ancora adesso non so se domani...chissa'. Perche' tutto e' sospeso. Il fornitore e' offeso dal rifiuto mascherato da impegno, dalla non possibilita' di usufruire, ma sono certo che domani stesso ripartira' alla carica con le sue offerte facili e consumabili al momento. E non e' detto che riesca sempre a rimanere vigile e coerente, anzi vivo nella certezza del cedimento.
Farina grezza, di bassa lega, ma a costo zero e di facile lievitazione. Quale fornaio riuscirebbe con certezza assoluta e duratura a dire di no? Il rischio delle conseguenze e' evidente, ma solo il momento ancora non troppo egoistico riesce ad evitartele. Per ora...domani chissa'.
giovedì 28 settembre 2006
lunedì 25 settembre 2006
Ti ho cercato un giorno sotto casa...
E pensare che era la donna della mia vita. Ne rimarro' convinto per sempre, ne sono sicuro, non a caso mi sono tatuato la sua immagine sul braccio.
"C'e' stato un tempo per noi ma non abbiamo deciso di sfruttarlo come doveva. Adesso e' tardi..."
E' con queste parole si chiude il piu' grande capitolo della mia vita. Un capitolo lasciato sempre aperto, ormai da qualche anno, un capitolo che significava speranza, ispirazione, voglia di pensare a costruire un futuro.
Ora dovro' tutuarmi un punto, marcato, evidente, grande quanto un rimpianto.
Proprio io che ho sempre ribadito la regola fondamentale "meglio un rimorso che un rimpianto", ora mi ritrovo a sbattere il muso sul mio unico e solo...
E' dura, la mia farfalla e' volata via, questa volta definitivamente sembra.
Proprio mentre stanotte con amici si cantava squarciagola "Amore, amore..." e cercavo di mantenere sul viso una maschera di compiaciuta allegria, rileggevo quelle parole strazianti. Il mio cuore stritolato dai tasti di quel pianoforte e frustato dalle corde di quella chitarra mentre una splendida voce di donna terminava il lavoro provocandogli contrazioni insopportabili.
Cosi' e' la vita. E non e' stato facile rimanere indifferente all'accaduto, quando tutto il mondo pretende che tu continui a girare insieme a lui. La giostra continua, la musica suona, e tu vorresti scendere almeno per qualche minuto, magari per arrenderti cinque minuti, il tempo di versare due o cento lacrime.
Ma non si deve, sorriso, professionalita', rispetto per un impegno preso.
Un amico nota l'ombra scura negli occhi, forse stanotte avrei dovuto nasconderli dietro occhiali sporchi invece di metterli cosi' trasparentemente in vista. Fingi con lui, ma soprattutto con te stesso.
Non ho neanche voglia di berci su. Lemonsoda con tanto ghiaccio, a ripetizione.
Historia de un amor...mai titolo fu cosi' azzeccato.
Avrei voluto cantarle "Cercando di te" dei Pooh. A questo punto spero che le mie scarpe non siano ancora consumate e mi permettano di proseguire un cammino verso la ricerca della felicita'.
La felicita', la serenita' e di conseguenza l'amore sono come il cioccolato. Una volta provato, assaggiato e gustato, non riesci piu' a farne a meno.
Di surrogati ce ne sono tanti in commercio, ma il prodotto vero e' inimitabile.
In ogni caso, a questo punto, me ne frego. Da oggi si riprende a mangiare tutte le schegge di cacao che si presentano a tiro. Almeno per un po'.
Sono stanco di fare il purista, di preservarmi, di conservarmi. Adesso e' guerra. Al diavolo i buoni propositi.
Caro il mio uomo delle stelle, e' giunto il momento di andartene in pensione.
"C'e' stato un tempo per noi ma non abbiamo deciso di sfruttarlo come doveva. Adesso e' tardi..."
E' con queste parole si chiude il piu' grande capitolo della mia vita. Un capitolo lasciato sempre aperto, ormai da qualche anno, un capitolo che significava speranza, ispirazione, voglia di pensare a costruire un futuro.
Ora dovro' tutuarmi un punto, marcato, evidente, grande quanto un rimpianto.
Proprio io che ho sempre ribadito la regola fondamentale "meglio un rimorso che un rimpianto", ora mi ritrovo a sbattere il muso sul mio unico e solo...
E' dura, la mia farfalla e' volata via, questa volta definitivamente sembra.
Proprio mentre stanotte con amici si cantava squarciagola "Amore, amore..." e cercavo di mantenere sul viso una maschera di compiaciuta allegria, rileggevo quelle parole strazianti. Il mio cuore stritolato dai tasti di quel pianoforte e frustato dalle corde di quella chitarra mentre una splendida voce di donna terminava il lavoro provocandogli contrazioni insopportabili.
Cosi' e' la vita. E non e' stato facile rimanere indifferente all'accaduto, quando tutto il mondo pretende che tu continui a girare insieme a lui. La giostra continua, la musica suona, e tu vorresti scendere almeno per qualche minuto, magari per arrenderti cinque minuti, il tempo di versare due o cento lacrime.
Ma non si deve, sorriso, professionalita', rispetto per un impegno preso.
Un amico nota l'ombra scura negli occhi, forse stanotte avrei dovuto nasconderli dietro occhiali sporchi invece di metterli cosi' trasparentemente in vista. Fingi con lui, ma soprattutto con te stesso.
Non ho neanche voglia di berci su. Lemonsoda con tanto ghiaccio, a ripetizione.
Historia de un amor...mai titolo fu cosi' azzeccato.
Avrei voluto cantarle "Cercando di te" dei Pooh. A questo punto spero che le mie scarpe non siano ancora consumate e mi permettano di proseguire un cammino verso la ricerca della felicita'.
La felicita', la serenita' e di conseguenza l'amore sono come il cioccolato. Una volta provato, assaggiato e gustato, non riesci piu' a farne a meno.
Di surrogati ce ne sono tanti in commercio, ma il prodotto vero e' inimitabile.
In ogni caso, a questo punto, me ne frego. Da oggi si riprende a mangiare tutte le schegge di cacao che si presentano a tiro. Almeno per un po'.
Sono stanco di fare il purista, di preservarmi, di conservarmi. Adesso e' guerra. Al diavolo i buoni propositi.
Caro il mio uomo delle stelle, e' giunto il momento di andartene in pensione.
venerdì 22 settembre 2006
Ma fa cosi' paura innamorarsi?
O meglio...fa cosi' paura dire TI AMO?
Ci stiamo proteggendo cosi' tanto il cuore che ci ritroviamo ad indossare tutti un preservativo sentimentale. Un filtro contro i rischi che possono derivare dall'innamoramento...
Cavoli, l'amore non e' una malattia, e' una cura verso tutto! Quando riusciremo a capirlo sara' troppo tardi.
Preservarsi...sembra la dottrina ufficiale. Ma da cosa?
E' rischioso...fa male, fa soffrire...
Sembra di parlare dell'acido solforico: Maneggiare con cura, tenere lontano dalla portata dei bambini, evitare il contatto diretto con la pelle.
Ma siamo impazziti? Rivestiamoci di plastica rigida a questo punto, sicuramente rimarremo asettici a tutto, immuni da ogni contaminazione. E' forse questa la soluzione?
Ricopriamoci di crema, ma non di cremasolareprotezionequindici, scegliamo una crema antisolare, meglio no?
Perche' il calore di un gesto affettuoso non debba neanche intiepidirci. Immunita' assoluta. Equilibrio gelido. Al polo nord si vive meglio che all'equatore. Non si suda, non ci si agita, non c'e' bisogno di una doccia per rigenerarsi. Tutto e' fermo, tutto e' congelato, immobile, statuario.
Ma che vita di merda...scolpita, cubitale, definita e prima di ogni tipo di smussatura.
Il ghiaccio si scioglie a contatto con il sole...assume le forme piu' assurde, variopinte ed interessanti. Un cubo puo' diventare una farfalla che si posa su una margherita.
Sole, cuore, amore....Valeria Rossi ne ha tirato fuori una canzone quasi inascoltabile, ma i tre termini, presi insieme sono di un'importanza vitale.
Sole, cuore, amore...fanno rima con calore e generano una dissonanza abissale con le parole ghiaccio, gelo, con protezione, prevenzione, staticita', immobilita', sicurezza.
Ma a chi importa? Corriamo dietro alle certezze stabili e mediocri esattamente come i cercatori d'oro del Colorado. Una insignificante pepita di sicurezza, che ci faccia sopravvivere da qui a pochi giorni.
Siamo diventati tutti imprenditori prudenti.
E pensare che l'imprenditore prudente e' colui che investe solo in titoli certi, affidabili. Ma sei noi stessi non crediamo nella nostra stessa vita, al punto da non volerci investire tutto quello che possediamo, che fine faremo?
Cosa stiamo aspettando?
Che venga costituito il ministero della salvezza degli uomini? Un ufficio a cui rivolgersi, in grado di finanziare opere di ristrutturazione delle nostre incapacita' personali?
A volte mi chiedo se non sarebbe stato meglio nascere "tronchetto della felicita'".
Magari mi avrebbero innaffiato giornalmente e non avrei mai sofferto la sete.
Ci stiamo proteggendo cosi' tanto il cuore che ci ritroviamo ad indossare tutti un preservativo sentimentale. Un filtro contro i rischi che possono derivare dall'innamoramento...
Cavoli, l'amore non e' una malattia, e' una cura verso tutto! Quando riusciremo a capirlo sara' troppo tardi.
Preservarsi...sembra la dottrina ufficiale. Ma da cosa?
E' rischioso...fa male, fa soffrire...
Sembra di parlare dell'acido solforico: Maneggiare con cura, tenere lontano dalla portata dei bambini, evitare il contatto diretto con la pelle.
Ma siamo impazziti? Rivestiamoci di plastica rigida a questo punto, sicuramente rimarremo asettici a tutto, immuni da ogni contaminazione. E' forse questa la soluzione?
Ricopriamoci di crema, ma non di cremasolareprotezionequindici, scegliamo una crema antisolare, meglio no?
Perche' il calore di un gesto affettuoso non debba neanche intiepidirci. Immunita' assoluta. Equilibrio gelido. Al polo nord si vive meglio che all'equatore. Non si suda, non ci si agita, non c'e' bisogno di una doccia per rigenerarsi. Tutto e' fermo, tutto e' congelato, immobile, statuario.
Ma che vita di merda...scolpita, cubitale, definita e prima di ogni tipo di smussatura.
Il ghiaccio si scioglie a contatto con il sole...assume le forme piu' assurde, variopinte ed interessanti. Un cubo puo' diventare una farfalla che si posa su una margherita.
Sole, cuore, amore....Valeria Rossi ne ha tirato fuori una canzone quasi inascoltabile, ma i tre termini, presi insieme sono di un'importanza vitale.
Sole, cuore, amore...fanno rima con calore e generano una dissonanza abissale con le parole ghiaccio, gelo, con protezione, prevenzione, staticita', immobilita', sicurezza.
Ma a chi importa? Corriamo dietro alle certezze stabili e mediocri esattamente come i cercatori d'oro del Colorado. Una insignificante pepita di sicurezza, che ci faccia sopravvivere da qui a pochi giorni.
Siamo diventati tutti imprenditori prudenti.
E pensare che l'imprenditore prudente e' colui che investe solo in titoli certi, affidabili. Ma sei noi stessi non crediamo nella nostra stessa vita, al punto da non volerci investire tutto quello che possediamo, che fine faremo?
Cosa stiamo aspettando?
Che venga costituito il ministero della salvezza degli uomini? Un ufficio a cui rivolgersi, in grado di finanziare opere di ristrutturazione delle nostre incapacita' personali?
A volte mi chiedo se non sarebbe stato meglio nascere "tronchetto della felicita'".
Magari mi avrebbero innaffiato giornalmente e non avrei mai sofferto la sete.
lunedì 18 settembre 2006
Sfuggevolmente
Ero in giro in moto oggi, gustandomi questa giornata di sole. Svegliato tardissimo, un'intera settimana di lavoro notturno si e' manifestata tutta oggi, concentrandosi su gambe e schiena. Ma il sole ha poteri magici, mi rigenera. Anche la moto ha su di me effetti benefici. Sono cosi' contento di averla ritrovata. Non che l'abbia mai smarrita, ma le priorita' della vita spesso sono bastarde. Ci si ritrova ad inseguire nuovi sogni che ti fanno perdere l'orientamento, il senno oltre che il conto in banca. E ti ritrovi da solo con il tuo piccolo pugno di chicchi di grano in mano.
Sai che e' l'unica ricchezza che ti e' rimasta e l'unica possibilita' di salvezza sta nel coltivarli con tutta la cura che ti riesce. Ed eccomi qui nella bottega, a far in modo che quel grano riesca a regalarmi nuovamente una piccola, piccolissima fetta di serenita'.
Ed ecco che finalmente riesco a tornare sulla mia adoratissima belva. Io e lei a cavalcare le vie del mondo. E proprio oggi, dopo aver risolto una delle solite rogne in banca, ero li' che girellavo a zonzo per la citta' quando l'ho vista. Piu' bella che mai, con quell'espressione seriosa e un po' tesa. Non mi ha visto. Tentazioni...di seguirla... Meglio di no. La mia butterfly, la mia farfalla.
Ormai il destino e' quello. Incontrarla per lasciarla volare via.
Inevitabilmente.
Sfuggevolmente.
Per fortuna ne ho un ritratto impresso a fuoco sulla pelle.
Ora puoi anche decidere di svanire, scomparire nel nulla. Forse sarebbe la cosa migliore che mi possa succedere. E invece ogni tanto ricompari casualmente, altre volte ti cerco, alcune ti neghi, altre mi tendi le ali.
C'e' una sola verita', c'e' una sola soluzione, c'e' un solo destino. Ed e' stato scritto tempo fa. Non ho intenzione di aspettare una nuova vita, anzi non credo proprio di averne altre da vivere.
Sai che e' l'unica ricchezza che ti e' rimasta e l'unica possibilita' di salvezza sta nel coltivarli con tutta la cura che ti riesce. Ed eccomi qui nella bottega, a far in modo che quel grano riesca a regalarmi nuovamente una piccola, piccolissima fetta di serenita'.
Ed ecco che finalmente riesco a tornare sulla mia adoratissima belva. Io e lei a cavalcare le vie del mondo. E proprio oggi, dopo aver risolto una delle solite rogne in banca, ero li' che girellavo a zonzo per la citta' quando l'ho vista. Piu' bella che mai, con quell'espressione seriosa e un po' tesa. Non mi ha visto. Tentazioni...di seguirla... Meglio di no. La mia butterfly, la mia farfalla.
Ormai il destino e' quello. Incontrarla per lasciarla volare via.
Inevitabilmente.
Sfuggevolmente.
Per fortuna ne ho un ritratto impresso a fuoco sulla pelle.
Ora puoi anche decidere di svanire, scomparire nel nulla. Forse sarebbe la cosa migliore che mi possa succedere. E invece ogni tanto ricompari casualmente, altre volte ti cerco, alcune ti neghi, altre mi tendi le ali.
C'e' una sola verita', c'e' una sola soluzione, c'e' un solo destino. Ed e' stato scritto tempo fa. Non ho intenzione di aspettare una nuova vita, anzi non credo proprio di averne altre da vivere.
mercoledì 6 settembre 2006
SCENA PRIMA -
Venezia. Una strada
(Entrano ANTONIO, SALERIO e SOLANIO)
Venezia. Una strada
(Entrano ANTONIO, SALERIO e SOLANIO)
ANTONIO: In verità non so perché sono così triste. (Il mercante di Venezia, William Shakespeare)
Tristezza. Tri-stez-za. Ripeto a ruota libera la parola tristezza. Tristezza. E si dilegua, il senso evapora, solo il suono perdura. Fino a quando non se ne riconosce piú il significato. Quante volte ho usato questo stratagemma con le parole che non mi piacevano. Suoni e niente piú, fino a quando non facevano piú male. Si potesse fare anche con i sentimenti quello che si riesce a fare con le parole. Ripeterli a ruota libera, riviverli mille e mille volte ancora fino a che si lacerano, si riducono in brandelli e non si ricompongono mai piú. Ma cos´é la tristezza? Wikipedia ci illumina: La tristezza è una emozione contraria alla gioia e alla felicità (...) Il momento della tristezza rappresenta l'incontro tra il desiderio e i suoi limiti propri. Non è l'esterno che in qualche modo delimita il desiderio, bensì questi limiti sono costitutivi del desiderio stesso. Accettare la propria limitatezza aiuta in qualche modo a superare la tristezza. I desideri. Tutta colpa dei desideri. Immaginavo che ci fossero di mezzo loro. Ma cosa sono io senza di loro? Sono un essere limitato. Vivo di limitatezze. E di grandi desideri. Felici, peró, lo siamo stati tutti, per una volta nella nostra vita...vi ricordate le estati della vostra infanzia? Vi ricordate l´ultimo giorno di scuola prima delle vacanze? Le strade irradiate di luce, l´aria calda sulla pelle, le corse in bicicletta e i profumi, le voci, i colori. Si passava il tempo a giocare per strada, ci si rotolava sull´erba, si guardavano i treni passare veloci sulle rotaie arroventate...ed eravamo felici....Sí. Felici. Non parlo di quella tiepida e accomodante "serenitá" alla quale tutti adesso anelano. Io parlo di una pienezza che ti soffocava e non ti lasciava respirare. Io parlo di ebbrezza dello spirito...eravamo bambini, non anelavamo a niente. Non avevamo desideri. Avevamo il presente. Non avevano neanche bene inteso l´avvicendarsi delle stagioni, il caldo e il freddo, il giorno e la notte e il perché di quello che facevamo...eravamo bambini e, in veritá, non so perché eravamo cosí felici.
martedì 5 settembre 2006
Quanto mare...
Che vacanza! Sono stato giorno e notte a contatto con il mio fedele amico mare. Mi ha parlato, mi ha ascoltato, mi ha mostrato posti incredibili, mi ha cullato. E mi ha ascoltato ancora, mi ha consigliato, nel suo solito modo. Mai polemico, mai aggressivo, sempre molto dolce, costruttivo, fraterno. Siamo legati da questo profondo e indissolubile rapporto. Un patto di eterna fedelta'.
Gli ho raccontato del mio prossimo tatuaggio, di com'e' nato, di quello che rappresenta e del motivo per cui dopo anni, mi sia finalmente deciso a farmi marchiare indelebilmente il corpo.
Una farfalla incastonata in un cuore. La liberta' e l'amore, il desiderio di poter vivere in tutta liberta' un amore tanto desiderato, tanto bramato.
E' un periodo in cui l'aria sembra pregna di stati d'animo negativi, tristi. Lo vedo sulle facce dei clienti della bottega. Il sentimento comune a tutti e l'insoddisfazione, il senso di solitudine. Si sentono vuoti, abbandonati e per dirla in parole immediate...si sentono "non amati".
Chissa' probabilmente e' l'estate che ha deluso. Tutto sommato e' un classico, come il giorno dopo di ogni festa. Leopardi ha sviluppato la sua poesia intorno al concetto dell'aspettativa che un lieto evento genere e sulla inevitabile disattesa delle speranze riposte. La gioia nel giorno precedente, e la delusione, la tristezza nel giorno successivo alla festa. E' un meccanismo terribile quello che si innesca. Ci esaltiamo nell'attesa, e moriamo nel momento successivo alla fine.
Quello che non mi spiego e il perche' non riusciamo a vivere il momento in se', quando e' nel pieno della sua esistenza. Ci lasciamo scivolare via le gioie, le conquiste. I traguardi, i sogni, perdono di importanza e di consistenza nel momento esatto i cui li raggiungiamo, li realizziamo.
Stiamo sbagliando tutto!
Procedendo per questa strada, avremo sempre e continuamente i piedi martoriati dai pezzi di vetro dell'agonia. Ma probabilmente e' proprio quello che vogliamo. E' decisamente comodo poter continuare a piangere e lamentarsi delle piaghe, della sofferenza.
Chi sarebbe veramente capace di camminare su prati fioriti riuscendo a goderne appieno? Cercando di non divertirsi a calpestare i fiori?
Distruggiamo quel che abbiamo e ci lamentiamo di quello che non abbiamo, di quello che perdiamo. Ognuno e' artefice del suo percorso. I pezzi di vetro sono i cocci delle bottiglie rotte qualche metro prima.
Chiudiamo gli occhi, riflettiamo, usciamo dal nostro corpo e guardiamoci dall'esterno. Giudichiamoci! Critichiamoci! Cerchiamo di dare a noi stessi dei buoni consigli, ma cosa piu' importante, sforziamoci di ascoltarli, di perseguire i buoni propositi.
La nostra anima, il nostro cuore, non possono essere destinati all'entropia. Mi viene da piangere.
Gli ho raccontato del mio prossimo tatuaggio, di com'e' nato, di quello che rappresenta e del motivo per cui dopo anni, mi sia finalmente deciso a farmi marchiare indelebilmente il corpo.
Una farfalla incastonata in un cuore. La liberta' e l'amore, il desiderio di poter vivere in tutta liberta' un amore tanto desiderato, tanto bramato.
E' un periodo in cui l'aria sembra pregna di stati d'animo negativi, tristi. Lo vedo sulle facce dei clienti della bottega. Il sentimento comune a tutti e l'insoddisfazione, il senso di solitudine. Si sentono vuoti, abbandonati e per dirla in parole immediate...si sentono "non amati".
Chissa' probabilmente e' l'estate che ha deluso. Tutto sommato e' un classico, come il giorno dopo di ogni festa. Leopardi ha sviluppato la sua poesia intorno al concetto dell'aspettativa che un lieto evento genere e sulla inevitabile disattesa delle speranze riposte. La gioia nel giorno precedente, e la delusione, la tristezza nel giorno successivo alla festa. E' un meccanismo terribile quello che si innesca. Ci esaltiamo nell'attesa, e moriamo nel momento successivo alla fine.
Quello che non mi spiego e il perche' non riusciamo a vivere il momento in se', quando e' nel pieno della sua esistenza. Ci lasciamo scivolare via le gioie, le conquiste. I traguardi, i sogni, perdono di importanza e di consistenza nel momento esatto i cui li raggiungiamo, li realizziamo.
Stiamo sbagliando tutto!
Procedendo per questa strada, avremo sempre e continuamente i piedi martoriati dai pezzi di vetro dell'agonia. Ma probabilmente e' proprio quello che vogliamo. E' decisamente comodo poter continuare a piangere e lamentarsi delle piaghe, della sofferenza.
Chi sarebbe veramente capace di camminare su prati fioriti riuscendo a goderne appieno? Cercando di non divertirsi a calpestare i fiori?
Distruggiamo quel che abbiamo e ci lamentiamo di quello che non abbiamo, di quello che perdiamo. Ognuno e' artefice del suo percorso. I pezzi di vetro sono i cocci delle bottiglie rotte qualche metro prima.
Chiudiamo gli occhi, riflettiamo, usciamo dal nostro corpo e guardiamoci dall'esterno. Giudichiamoci! Critichiamoci! Cerchiamo di dare a noi stessi dei buoni consigli, ma cosa piu' importante, sforziamoci di ascoltarli, di perseguire i buoni propositi.
La nostra anima, il nostro cuore, non possono essere destinati all'entropia. Mi viene da piangere.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Il domani
Il domani non e' garantito a nessuno. In nessun modo avrai mai la possibilita' di ottenere certezze di alcun tipo. Ma proprio per qu...
-
E' un periodo davvero strano, uno di quei momenti in cui nonostante l'esperienza la saggezza e la maturita' acquisita, non riesc...
-
Quando non hai voglia piu' di crederci, ti cade addosso un'emozione, cresce prepotente e senza regole e d'un tratto torni a vive...
-
Nonostante tutto, nonostante tutti. Toglietemi la possibilita' di sognare e avrete ucciso la mia anima. A trentatre anni ancora sogni? S...