mercoledì 24 maggio 2006

Luglio 2004 - Ormai una vita fa...

Chissà perchè le feste si vivono sempre diversamente...

E' festa in paese in questi giorni. Non una festa qualsiasi. La Festa. Di quelle feste che mettono in tumulto tutta la citta', bloccano la meta' delle strade e in quella meta' ci sono tutte le strade che portano a casa tua.

Abito in centro, in una piccola mansarda con terrazzo. Il mio ufficio e sulla strada di fronte.
Ieri pomeriggio faceva caldo a lavoro. Stiamo valutando la possibilita' di comprare un climatizzatore, nel frattempo il ventilatore sembra uno schiavo con la testa china, quasi ad indicare la sua totale impotenza davanti a questa afa cosi' sfiaccante. Si gira a destra e a sinistra, sembra non volerti guardare negli occhi per non dover ammettere di non riuscire a fare il suo lavoro. Insiste, continua a far girare le pale.
E intanto a me girano le palle perche' non si puo' sudare stando semplicemente seduti ad una scrivania. La voglia di lavorare cala. Non c'e' ispirazione. Devo cambiare lavoro.
Ieri pomeriggio sono andato via un paio d'ore prima. Sono andato a trovare un amico nel suo laboratorio. Sono rimasto da lui neanche un'ora. Scappato via anche da li.
Ci sono andato a piedi, passato per le strade con i mercatini. Al ritorno erano gia' pullulanti di gente.
Questa festa e' una droga, un uragano. E' capace di tirare fuori dalle case tutti senza distinzione alcuna. Il piu' pigro e tirchio dei cittadini durante questa festa e' in giro a comprare le stronzate piu' autentiche che ci siano. Ma e' cosi' che deve andare. Alla Festa ci si devono comprare un sacco di cose.
E le giostre...appena arrivano i ragazzini corrono a vedere se quest'anno ce ne siano di nuove. Il crazy dance c'era gia', il tappeto volante anche....
Oh, ma questo giallo qui non c'era...ma che nome ha??? Bellissimo! Questa qui deve fare proprio paura!
"Scusi, mi da un biglietto per questa qui? Ma senta...e' sicura questa giostra?" - "Ehhhh al giorno d'oggi niente e' sicuro!!!!!" - "AIUTO!!!!"

E i venditori di "panini porci" come li chiama un mio amico. Anche lui si fa prendere dal rito. La Festa non e' festa senza il "panino porco".
L'altra sera si e' fatto incastrare per quasi un'ora dal venditore 56enne che gli ha raccontato la storia della sua vita, tutte le sue disgrazie, conclusesi con la convivenza con una splendida 22enne (o giu' di li').
Sono tornato a casa mia che c'era ancora luce. Stanco, assonnato. Bisogno di riposare. Mi sono forzato a fare un giro per i mercatini della strada opposta. Ma gli occhi non riuscivano a catturare le immagini, identificare i prodotti.
Ho fatto inversione su me stesso e avviato verso casa. Caldo insopportabile...Ventilatore. Lui e' blu e bianco, piu' alto e rispetto a quello dell'ufficio. E' fiero. E' nuovo. Cazzo ci ho speso ben dodicieuroenovanta per il mio alto ventilatore blu e bianco tutto in plastica. Lui si che fa il suo lavoro.
Sigaretta...voglio dormire. Metto su un cd con la scritta SLOW a pennarello nero. Naima di Coltrane riempie la stanza. Poi Eric Clapton con Tears in heaven.
Riprendo a perpepire qualcosa al suono di Through the barricates. Spandau Ballet. Il primo lento ballato con il mio primo vero grande amore. Nel suo garage, una festa con gli amici. Riuscii a trovare il coraggio di invitarla. Era bellissima. Alta, magra, capelli castani lunghissimi, occhi verdi, dolce, romantica. Due anni e mezzo splendidi e fondamentali per la mia crescita.
Mi sono svegliato. Avro' dormito si e no una mezz'ora. Giu' dal letto, giro e rigiro per casa inquieto.
Non ho comprato la ricarica per il cellulare, sono a zero non posso sentire nessuno. Bevo una birra? No..non ho mangiato nulla e poi con questo caldo la birra ti da sollievo solo per pochi istanti, per poi infiammarti piu' di prima.
Mi guardo attorno. E non e' che ci voglia molto tempo per riuscire a guardarsi attorno in quel buco di casa che mi ritrovo.
C'era qualcosa che non riuscivo a vedere. Lo sentivo che c'era. Al decimo giro degli occhi e della testa l'ho scovato. Li' sullo scaffalemensolaikea da quattroripiani quarantoveeuroenovanta.
Ottima idea. E' da tanto tempo che non lo faccio con la scusa di non avere mai tempo.
Apro la porta, esco in terrazzo, sistemo il posacenere sul tavolino, sigarette, accendino. Tiro fuori una sedia e mi posiziono. C'e' ancora la luce del giorno.
Questo libro mi e' stato regalato da una persona speciale. Per la verita' sono io che a suo dire sono stato speciale per lei. Ma questo rende lei stessa speciale. Essere speciai per qualcuno ti fa sentire importante.
Ne avevo gia' letto qualche pagina, ma ho ricominciato daccapo. L'ultima volta l'avevo approcciato con scarso interesse. Molte delle frasi che avrei letto mi sarebbero risultate nuove nonostante i miei occhi ci fossero gia' passati sopra. E infatti...
Prefazione di Bukowski...
Buwkoski meriterebbe una discussione a parttei. Quando il mio amico, appassionato e cultore del panino porco, mi regalo' Post Office, pensai ok, grazie, lo leggero', sara' il solito romanzo. Odio i romanzi dalle storie senza tempo, ambientati in epoche sconosciute e lontane.
Post Office invece e' un libro assolutamente sconvolgente. Un libro che mi ha aperto un nuovo mondo. Leggere tornava ad essermi piacevole e divertente, cosa che mai avrei potuto pensare. E da quel momento ho ripreso. Prima libri in prestito, poi vinsi la mia incapacita' di scegliere e riuscii addiriturra a comprarne uno per conto mio. Un nuovo mondo mi si aprii davanti.
Comprai Io Uccido di Faletti. A vederlo era un grosso mattone. Una sfida leggere un libro cosi' grosso. Non male alla fine. C'e' speranza per tutti gli scrittori se un comico di bassa lega come poteva essere Faletti riesce a scrivere cosi' bene.
Ma nel frattempo ero assorto tra le prime pagine di "Chiedi alla polvere", di John Fante. Prefazione di Bukowski assolutamente fuori dai canoni...
Mi avventuro nel primo capitolo, ho perso l'allenamento, tendo a distrarmi. E poi le zanzare, che fastidio! Accendo una padella di citronella e pare funzionare e tenerle lontane. Ritrovo la concentrazione.
Arturo Bandini, personaggio simpatico, anche se a volte detestabile per quanto e' "pesante", troppo riflessivo e paranoico.
E' ormai buio, fatico a leggere, provo ad accendere le luci in terrazza, ma le zanzare ci vanno a nozze. Mi barrico in casa. Ventilatoreforzatre, sul divano con una piccola lampada accesa. Arriva mezzanotte che mi mancano 5-6 pagine alla fine del libro. Non voglio che finisca cosi'. Segnalibro e via. Doccia. Voglio uscire.
Esco di casa e mi rendo di nuovo conto di dove mi trovo. Venditori ambulanti ovunque appena varco la soglia. Fiumi di gente impazzita.
Mi sento cosi' estraneo a tutto questo. L'anno scorso l'ho scampata. Ho inforcato la moto e sono partito in vacanza alla volta delle Dolomiti e delle Alpi francesi.
Ricarica al cellulare. Chiamo un amico, ci vediamo.
Ho fame. Andiamo a mangiare. Chiacchiere. Poche per la verita'. E' silenzioso. L'indomani sarebbe partito per un'avventura lavorativa fuori. Invece di essere teso, e' assolutamente tranquillo, troppo tranquillo. Come se il mondo non gli appartenesse. E' strano come la gente reagisca in maniera cosi' differente davanti a certe situazioni cosi' "importanti".
Alle 2.30 sono a casa. E lui e' li' sul tavolino che mi aspetta.
Torno in terrazza e questa volta delle zanzare me ne sbatto altamente. Devo finire il mio libro. Come ogni volta la delusione e' grande perche' speravi che le ultime pagine fossero piu' piene, speravi che ci fosse ancora qualche altra riga, almeno un altro mezzo capitolo...
E poi la sensazione di rigetto per qualsiasi altro libro, perche' ti autoconvinci che non potra' mai essere come questo. Che non riuscira' a prenderti nella stessa maniera.
Ma e' questo il mio "gioco della lettura". Leggo libri a distanza di mesi uno dall'altro. E ogni volta, dopo il punto finale mi convinco che forse e' il piu' bel libro che io abbia mai letto.
Oggi e' ancora festa in paese. E domani ancora e poi ancora per altri giorni.
E io mi sento cosi' estraneo a tutto questo. Mangero' anche io il panino porco, faro' un giro alle giostre, sparero' ai bersagli, e mi portero' a casa il mio bel pupazzetto portachiavi. E potro' scriverci sopra "Festa 2004".

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