Sarebbe magnifico...avere una bottega senza una dimora stabile.
Svegliarsi al mattino e scegliere una meta. Prendere e partire, portandosi dietro la bottega ambulante. Arrivi che e' sera, di notte ancora una volta prepari il tuo impasto, fai le forme, sforni e al mattino sei pronto a proporre le tue creazioni a gente sempre nuova.
Sarebbe magnifico arrivare in un posto qualsiasi, fatto di persone qualsiasi, persone nuove, attingere dalla loro acqua per produrre qualcosa che possa deliziare il loro palato, che possa sorprenderli, entusiasmarli.
L'acqua...bene prezioso ma allo stesso scontato. Preparare il pane con tutte le acque del mondo...che sogno fantastico! Il pane, il tuo pane, a disposizione di bocche sempre diverse....bianche, gialle, nere, rosse...
Arricchirei il mondo con la mia conoscenza e senza rendermene conto arricchirei me stesso con la conoscenza del mondo.
Dovremmo vivere tutti come dei nomani, poveri di danaro, di frivolezze, di beni materiali, ma fortemente ricchi di conoscenza, di apertura mentale di capacita' di relazione.
Ogni posto del mondo dovrebbe essere semplicemente un autogrill, un campeggio, un'oasi. Dovremmo continuare a viaggiare, di volta in volta portando con noi il minimo l'indispensabile, fossero anche un compagno, una compagna, dei figli, ma ci si dovrebbe fermare a questo.
Stiamo diventando dei latifondisti, che a discapito della conoscenza coltivano un'arida infiorescenza. fatta di mattoni, gomme di automobili, interessi su conti correnti, firme su capi d'abbigliamento.
Piu' siamo ricchi e piu' ci impoveriamo ogni volta che piantiamo le radici dei nostri possedimenti. L'aria che respiriamo si consuma, perde ossigeno e alla fine ci ammaliamo senza accorgercene. Asfissia permanente che si trasmorma in apatia, staticita' ed ignoranza.
Ignorante e' colui che ignora cosa c'e' al di fuori del proprio, e' colui che cotliva e si nutre dei soli prodotti del proprio orto.
Indipendenza la chiamano alcuni...ma e' solo un isolamento, una forma di implosione dell'essere che porta all'annientamento del vivere.
Dovremmo vivere tutti da ambulanti e commercializzare il nostro essere. Oggi vendi, domani compri, dopodomani baratti. Che sia conoscenza, che sia amore, che sia amicizia, che sia stima...non bisogna mai dimenticarsi di svegliarsi presto al mattino e scendere giu' al mercato.
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1 commento:
Da sempre vivo così.Mi sveglio la mattina presto,entro nel mio orto e mangio solo ciò che ha generato la mia terra.Sono consapevole che in fondo alla strada c'è un fornaio che produce un ottimo pane,ne sento il profumo!qualche locanda più avanti c'è il fruttivendolo che è riuscito a covincere la propria terra a dargli dei colori diversi...le dimensioni e le forme dei suoi frutti sono le più diverse:si va dal giallo al rosso passando anche per l'arancione.Come si fa a mangiare un frutto arancione,mi sono chiesta.Ma poi, un giorno,aprendo la porta, ne ho incontrato uno.All'interno ha dei semini che non devono essere mangiati(l'ho scoperto a mie spese!), è dolce e il suo nome è così buffo che non si può non ridere...come si fa a rimanere seri mangiando un MELONE!!!!!ancora adesso mi viene da ridere.Ci sono dei momenti in cui sento gli altri ridere e divertirsi ma il mio isolamento è tale da non permettermi più di rapportarmi a loro.Alle volte credo di parlare addirittura una lingua differente dalla loro ed è questo che mi isola ancor più.Alle volte ho paura di loro,ho paura che una mia carezza possa ritornare a me con un pugno.stamattina ho deciso che il primo passo avanti sia avere un'identità.Sono stanca di non avere un nome mio!In quest'ultimo mese ho conosciuto un uomo buono,una persona amica.Una persona,forse l'unica, che non si è fermato alla mia apparente glacialità.Una persona coraggiosa perchè mi ha dato un nome da bambina...a me che sono sempre stata così chiusa.
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