mercoledì 21 giugno 2006

Ho incontrato uno strano tizio

Sono un fornaio che lavora di notte in una piccola bottega.
Ma stanotte ho lasciato il lavoro ai miei colleghi. Pochi ordinativi, cosi' ho potuto svignarmela con una scusa.
Un impegno impellente....certo con il mio solito amico. Il mare.
Sono arrivato che era mezzanotte. Non ci ho pensato due volte, mi sono tolto scarpe e tutto il resto e mi sono tuffato sotto la prima lieve onda che ho visto approssimarsi alla riva. Ho accarezzato per alcuni metri il fondo sabbioso con tutto il corpo prima di tornare in superficie e sorridere alla luna.
Mille pensieri che mi avvolgevano piu' di quanto fosse in grado di fare l'immensita' della distesa d'acqua. Ho preso a nuotare verso il largo incurante della distanza sempre piu' crescente dai miei vestiti lasciati a terra.
Non mi sono mai allontanato cosi' tanto, nemmeno di giorno, ma in nessun momento ho avuto paura.
Mare nero e tetro, luna chiara e splendente. L'incubo contro il sogno, il dubbio contro l'autorevolezza della certezza.
Decido di rientrare, ma appena inverto la rotta sento una voce: "Dove stai andando? Sei arrivato fin qui e ora torni indietro cosi' di fretta?"
Sulle prime sono rimasto pietrificato. Ho perso l'orientamento, sono finito sott'acqua e devo averne bevuta qualche bicchiere abbondante a giudicare dall'affanno e dai continui colpi di tosse successivi.
Una mano, forte, mi ha aiutato a rimanere a galla fino a quando ho ritrovato nuovamente il mio equilibrio. Mi sono voltato.
C'era uno strano tizio. E strano e' dir poco. Sedeva su un tappeto dai colori indescrivibili, perche' parevano cambiare in ogni momento. Il tappeto galleggiava incredibilmente e questo strano signore anziano vi era seduto sopra riuscendo senza alcuno sforzo a vincere la gara di leggerezza con l'acqua.
Il tappeto copiava morbidamente il movimento delle onde senza scomporre minimamente la quiete del suo passeggero. Fumava. Una strana pipa di legno chiaro che produceva uno fumo denso di colore verdastro. Sembrava uno di quei maghi delle storie fantastiche, con tanto di capelli e barba bianchi e lunghi.
Mi ha ripetuto il suo nome per tre volte, ma era cosi' incomprensibile che ho rinunciato ad impararlo. Abbiamo parlato a lungo. Diceva di avermi aspettato per lungo tempo, ma sapeva che sarebbe arrivato il momento. Il momento. L'ha ripetuto piu' volte. Alludeva ad una specie di tappa che ogni uomo deve raggiungere. Molti dei suoi discorsi non erano facilmente comprensibili, ne' tantomeno si sforzava di semplificarli. La sua unica richiesta era che ascoltassi e portassi con me quelle parole. Parole come tesoro per il resto della vita. Come sfere di vetro colorate, diceva, attraverso cui guardare la vita nelle situazioni complicate e difficili.
"Non preoccuparti di capire ora. Non e' importante. Porta con te il ricordo di questo incontro. Quando sarà il momento ricorderai le mie parole e ne comprenderai il significato."
Mi ha fatto fumare dalla sua pipa, il sapore era incredibilmente forte, ho dovuto rilasciare immediatamente la boccata, ne e' venuta fuori una grande quantita' di fumo, ben oltre quello che avevo aspirato. L'aria si e' impregnata di un profumo particolarissimo e si e' colorata completamente di quello strano color verde. Ho chiuso gli occhi...li ho riaperti e non c'era piu' nulla. Ne' piu' fumo, ne' piu' odori, ne' piu' tappeto, ne' piu'.....impossibile ricordare come si chiamasse.
Ho disteso le gambe e mi sono reso conto che riuscivo a toccare il fondo. Ero a riva, i miei vestiti a due passi. Mi sono asciugato, rivestito e nell'infilare le mani nella tasca dei pantaloni ci ho trovato qualcosa. L'ho tirato fuori, ho sfilato il laccetto di cuoio che chiudeva questro strano sacchetto. Al suo interno dei piccoli oggetti. Ne ho estratto uno. Una piccola sfera colorata. Ci ho guardato dentro e....incredibile! Riuscivo a vederci mille cose. Vedevo me stesso, la mia vita, i miei amici, le persone a cui voglio bene. La mia fortuna! Il mio tesoro!
E in quello stesso istante ho compreso la sua prima frase: "Per apprezzare meglio un fiore, e' necessario ampliare il punto di vista. Allargare la visuale. Allontanarsi dai suoi petali, senza pero' perderne la percezione del profumo."

8 commenti:

Unknown ha detto...

sono senza parole

Anonimo ha detto...

mi è arrivato uno strano sms...strano perchè non era integro.Diceva" vatti a leggere di corsa"chissà perchè ho pensato a lei!Ero in macchina e il desiderio di raggiungere velocemente una finestra sui suoi pensieri era tale da trasformare le mie ruote in un tappeto volante,lo stesso che ritrovo nella sua storia.tempo fa qualcuno le ha detto che scrive meravigliosamente.Sono pienamente d'accordo!cosa ne farà di quelle perle di vetro,preparerà del pane con le perle?sarebbero carini dei dolcetti della fortuna!Si ricordi di avvisare i clienti del cambiamento!allora stanotte si riprende a pieno ritmo!!!era ora!lei è l'unico a preparare il pane con tanto amore...a presto

Anonimo ha detto...

sono sempre lo stesso anonimo!!ricordavo che qualche tempo fa si era ripromesso di tornare a parlare con il mare e che le avrebbe raccontato una bella storia, quando lo rivede si complimenti con lui.e ora a lavoro!!!A TUTTO PANZEROTTIIIIIIIII!!!!!!!!!!
che ne pensa di preparare delle focaccine di natale anche se siamo a giugno??le piaceranno.

Fornaio di Notte ha detto...

Focaccine di Natale? Mmm...non so. Il Natale scorso non e' che fossi cosi' tanto entusiasta. Un giorno di questi pubblico qualche considerazione fatta in quel periodo. Cosi', tanto per ricordarmi che ho superato l'ennesimo periodo negativo.

Anonimo ha detto...

cavolo... che bella storia... perchè è una storia vero?! Sai che io fino a prova contraria ci credo... e forse anche oltre... anz...senza forse! ***

Fornaio di Notte ha detto...

Asia, non credo sia poi cosi' importante sapere se sia solo una storia o qualcosa di piu'...

Anonimo ha detto...

che triste anche per me questo natale.L'assurdità è che non mi è mai capitato di stare male a natale per colpa di "amici"....NON MI CI FAR PENSARE!!!!!

Anonimo ha detto...

Ecco perchè ho trovato in una tasca, un giorno, una sfera di vetro colorata...

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