sabato 24 giugno 2006

Questa notte

Questa notte rimarrò sveglia. E sarò sola. Le ultime luci si spegneranno poco a poco e ci sarà silenzio. Solo le stelle a farmi compagnia e il cielo si trasformerà in una vellutata trapunta di luce. La porta della bottega sarà aperta e le fresche folate di vento saranno le benvenute. Il profumo della farina sarà intenso e conserverà in sé ancora la fragranza del grano maturato sotto il caldo sole dell´estate. Un sole costante. Accecante. Avvolgente. Come le ondate di calore che il forno sprigiona quando apro le sue porte. Il caldo mi avvolgerà e trasformerà in polvere tutti i miei pensieri e le mie paure. Questa notte controllerò la temperatura del forno perché sia costante, come quella del sole sui campi di grano, perché l´impasto maturi in pane, perché la superficie diventi croccante crosta sotto i denti e l´interno rimanga soffice come il vento che infila le sue dita tra le spighe e fa ballare i chicchi maturi. Ad occhi chiusi immergerò le miei mani nella farina e una sensazione di freschezza mi sorprenderà. Mescolerò l´acqua tiepida con il lievito e il sale e lascerò che l´impasto si amalgami bene, senza lasciare grumi. Osserverò l´impasto lievitare, crescere, respirare. Questo lavoro ha tempi umani. Non ci sono minuti, secondi, ore, ma un solo unico lungo movimento di rotazione della terra attorno al sole finché verrà il giorno e il pane sarà posato al centro delle nostre tavole, su una bianca tovaglia di lino. Cercherò di amalgamare al meglio gli ingredienti tra di loro. Che il pane possa fare la stessa cosa tra le persone. Ogni giorno. Eccomi. Sono arrivata in bottega. E´tempo di iniziare.

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