domenica 25 giugno 2006

La parola diretta

Sapete una cosa? Questo lavoro mi piace proprio! E non lo dico per far piacere al mio socio. Lo dico per me. Lo penso e lo dico, e mentre lo dico mi piace ascoltarlo. È una gran bella responsabilità, si intende. Guai se l´impasto non lievita correttamente. E se il pane si brucia? No, ci vuole testa, prontezza. Nulla è lasciato all´improvvisazione. Non posso permettermi di abbassare la guardia o di addormentarmi sulla sedia. Bisogna rimanere vigili. E sapete un´altra cosa? Sono proprio contenta di aver rifiutato un´offerta di lavoro presso la stessa azienda per la quale ho lavorato per quasi due anni. Un contratto di 6 mesi, un´offerta da prendere al volo, 24 ore di tempo per decidere, un giorno per preparare la valigia, due ore di aereo...troppe cifre, troppi termini da rispettare, troppa fretta. Avevo quasi la nausea. "È un treno da non perdere" continuava a dirmi al telefono, ed io lo immaginavo stravaccato sulla sua sedia girevole in pelle, con l´aria condizionata, il viso abbronzato in modo innaturale e il contorno occhi di una tonalità piú chiara. Poteva anche togliersi gli occhiali da sole quando era in spiaggia a godersi le sue vacanze alle Maldive. E pensare che alcuni mesi fa il suo tono di voce non era cosí amichevole e caldo come quando mi comunicò "la conclusione del contratto di lavoro". Mille giri di parole per ovviare all´espressione "licenziamento". Le locuzioni sono sempre "politically correct". La parola, invece, unica, forte e chiara è scorretta, perchè è un colpo diritto e veloce nello stomaco, una coltellata precisa e sicura, un taglio netto e deciso. Le locuzioni, i sinonimi, la parola non detta, la parola opaca, obliqua e indiretta è un colpo basso e perverso. E mentre cercava di allettarmi con la sua proposta di contratto a tempo determinato, pensavo alla sua faccia grottesca e mi faceva rabbia pensare che anche il mio ultimo diritto era stato calpestato. Quello di ricevere comunicazione del mio licenziamento da una persona meno inverosimile di quel fantoccio di pezza. Lui continuava a parlarli al telefono di numeri, cifre, accordi, tempo, non c´è tempo, bisogna fare in fretta, pensa al tuo bene e al tuo futuro, è un´offerta da non perdere, un treno da non lasciarsi scappare. Lui parlava, io gli concedevo anche il piacere di sentirsi ascoltato. Lui parlava ed io pensavo che qualche volte, un treno per il quale non si è mai comprato il biglietto, bisogna pur farselo scappare.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Benvenuta Fornaia! Perchè Star ti abbia ceduto la sua penna significa per forza che tu sia... Speciale!!

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