giovedì 8 giugno 2006

Alle volte hai bisogno di un appiglio...

Ieri notte avevo bisogno di comunicare a qualcuno il mio stato d'ansia. Quando sto così sento il bisogno di un pò di conforto.
Questa storia della tiroide fondamentalmente potrebbe essere una cosa da nulla, ma quando hai raggiunto i trentatre anni senza mai un malessere al di fuori di qualche influenza, senza mai aver subito una frattura, insomma niente di niente, il rischio di un'operazione che prevede che ti facciano un taglio sul collo, genera quantomeno qualche piccola preoccupazione.
Stamattina analisi del sangue....centoeuroecinquantacentesimi. Ma sticazzi!
Quante focacce dovrò preparare per recuperarli? Domenica propongo all'endocrinologo un compenso in panzerotti caldi. Gliene porto uno, e dopo che l'avrà assaggiato sono certo che accetterà la mia offerta. Infondo i soldi possono darglieli tutti, ma i miei panzerotti sono unici.
Ieri notte dicevo. Volevo comunicare a qualcuno il mio stato d'animo. E' vero, sono un lagnoso terribile, ma che ci posso fare?
Il bimbo che c'è in me salta fuori, vuole sentirsi coccolato, considerato, magari non proprio amato, ma almeno preso in considerazione.
E così ho scritto e lei che un tempo era fonte di ispirazione. Ho scritto a lei che un tempo mi amava. Ho scritto a lei che un tempo amavo e desideravo.
Ho scritto a lei perchè per lei ho imparato a scrivere e da allora non ho più smesso.
Non ha risposto ai miei sms, me l'aspettavo. Ma fa niente.
Negli ultimi tempi, quando ormai avevo fatto i miei errori, e quando lei ha smesso di sognare e crederci, e ha deciso di prendere la strada della tranquillità se pur senza emozioni...proprio in quei tempi, quando la incontrai e mi disse che non aveva tempo per parlare e poi rimanemmo a parlare per più di un'ora, quando mi diceva: "ma lo sai che scrivi in modo meraviglioso?"
A quei tempi le scrissi:

eh gia'.
Com'e' che dicono i Marlene?
Mi dispiace veramente, che sono ancora qui a parlare di noi...

Ma che ci posso fare? In effetti piu' che di noi, posso parlare di me.
Non e' giusto che continui a scriverti, ma mi piace cosi' tanto cercarti.
Mi ispiri. Le pagine piu' belle del mio diario vengono fuori quando penso a
te. Pagine spesso malinconiche, tristi, ma pur sempre intense, sentite.
Tesoro mio la vita va avanti, o meglio deve andare avanti, questo dicono i
saggi, i libri....questa e' la teoria.
Per certi versi vorrei che fosse facile. Per altri penso che per fortuna la
realta' ha talmente tante facce, sfumature, gradienti di colore, che non
puo' essere racchiusa, ingabbiata, incasellata in una regola.
Sono un sognatore lo sai...vivo inseguendo sogni. E mi piace da morire.
Sogni piccoli e grandi...
E ogni volta che riesco a raggiungerne uno riesco a riempirmi il cuore. Ma
l'effetto e' talmente estemporaneo...e il cuore si svuota e si rivolta
puntualmente.
Mi guardo attorno e cerco emozioni. Ma non riesco a trovarle nelle persone.
Materializzo emozioni negli oggetti, nei progetti, ma non funziona. Come
bolle di sapone...si dissolvono.
E ricomincia l'autoanalisi...e ogni volta viene fuori quella piega nel
cuore...mai dispiegata, che non mi rende libero. So cos'e'. E neanche ho
voglia di liberarmene. E non saprei neanche come. Fa parte di me. Fa parte
di quello che voglio essere. E' il mio sogno piu' grande, quello vero,
quello che riempie cuore e anima. Che in un attimo rende banale qualsiasi
altra cosa a questo mondo.
Ed e' questo che sei. E ricomincia da qui il mio desiderio di te. Non si
rifa' ai ricordi del passato. E' basato solo sull'analisi dei sentimenti. Di
questi sentimenti che non hanno nessuna intenzione di morire. Di questa
convinzione di essere cosi' perfetti se affidiamo la nostra vita l'uno nelle
mani dell'altra.
Ci sono giorni in cui sono riuscito ad illudermi di odiarti. Ma figuriamoci.
Mi basta un tuo sorriso. E non devo neanche aspettare di incontrarti per
vederlo. Ce l'ho qui, impresso nella mente, riflesso nel cuore.
Mi guardo intorno, sento quel battito...vedo qualcuno, ma non e' da li' che
viene. C'e' qualcuno che prova a farmi credere che sia il suo cuore che
sento battere...ma non e' cosi'. "Non ci provate. Non serve".
L'unico vero battito, l'unico che ha lo stesso mio ritmo e li', rinchiuso in
quel corpo. E vorrei dirlo a tutto il mondo. Vorrei mostrare al mondo cosa
vuol dire amare veramente, visceralmente.
Ma del mondo alla fine mi importa veramente poco. E' a te che vorrei
mostrare cosa vedono i miei occhi, quali emozioni, quali sensazioni vivo,
cosa provo quando li chiudo e sento vicino il profumo e il calore delle tue
ali.
Non posso stancarmi di amare te perche' smetterei di amare me stesso. Perche'
se sono cosi' e' soprattutto grazie a te.
Hai tirato fuori una parte di me che non conoscevo. E scrivere e' il modo
con cui riesco piu' facilmente a tirarla fuori.
Mi piace, adoro scrivere. E non smetterei mai di scrivere a te, che sei la
mia principale ispirizazione e aspirazione.
Sei tu stessa la mia stella cometa. Mi abbracci?


E mentre sto scrivendo il telefono vibra...e' lei che mi chiede chiarimenti e mi manda un abbraccio. Sto meglio.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ti ho trovato... Tempo di cambiamento e di ricerca di ordine... Vedrai che un pezzo alla volta tutto va a posto... Ti sono vicina!

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