sogno...sogno...sogno stanco! Ma non sono siciliano. E cosa sogno?
Non lo so nemmeno io. Ho una crisi d'identita', sto perdendo punti di riferimento.
La gente mi scorre davanti agli occhi troppo velocemente e genera una corrente d'aria che mi gela l'anima.
Sarebbe meglio se mi congelasse il viso, cosi' da immortalare un sorriso sempre disponibile.
Ma alcune volte c'e' davvero poco da sorridere, ti passa la voglia. Non succede nulla di grave, ma certi episodi, certi modi di fare ti fanno davvero cadere le braccia.
Ci passo sopra, sorrido ancora. Buon viso a cattivo gioco, questa e' la regola se vuoi continuare a girare sulla giostra. Altrimenti meglio scendere e tornare a casa.
Ho bisogno di calore, ma ci sono giorni in cui ti guardi attorno e trovi solo il vuoto, sguardi orientati altrove. Ti rendi conto di essere una presenza scontata. Sono come la Torre Eiffel a Parigi quando vorrei essere come la Torre di Pisa. Almeno ogni tanto un minimo di sostegno lo riceve per evitare che crolli sfinita e stanca.
E pensare che alle volte basterebbe un semplice saluto cortese, altre volte un grazie sentito e non cosi' marcatamente formale. Sono troppo sensibile per non avvertire la parola di circostanza e lo sono ancora di piu' quando vengo trattato in modo immeritevole.
Ma ci passo sopra, sorrido ancora. Buon viso a cattivo gioco, questa e' la regola se vuoi continuare a girare sulla giostra. Ho preso un impegno e lo rispetto.
Chissa' magari e' solo la stanchezza, o forse una sana dose di invidia nel vedere che molti intorno a te sono seduti nella carrozza dell'amore e tu continui a girare la manovella. La giostra e' bastarda a volte. Rende evidenti le differenze. La musica e' la stessa per tutti, la sua percezione puo' essere nettamente diversa.
E sorrido. Devo essere felice anche per loro, ma soprattutto capire, comprendere.
Fregatura doppia, gioire per le altrui fortune e giustificarne le conseguenze che hanno poi nel rapporto con te.
E pensare che adoravo la giostra. Oddio sto parlando al passato...e' davvero un brutto segnale.
Stare alla manovella sta diventando un lavoro. Non mi piace piu'. Ogni volta, quando il giro e' finito ti ritrovi da solo o al massimo con altri giostrai. Domani ritrovero' l'entusiasmo, ne sono sicuro. Oggi e' stata davvero dura. Domani sara' diverso.
E se anche non fosse, almeno per ora, ci passo sopra, sorrido ancora. Buon viso a cattivo gioco, questa e' la regola...
martedì 3 ottobre 2006
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