venerdì 20 ottobre 2006

L´arco

Sento il fischio del treno. Ogni anno si aggiunge un nuovo vagone, il treno aumenta di velocitá ed io sento sempre piú il bisogno di rimanere affacciata per un po´al finestrino, con lo sguardo rivolto indietro. Lascio che il vento mi colpisca alla nuca. Non oppongo resistenza e il mio sguardo si perde in un punto impreciso dello spazio. Non ho una meta da desiderare di raggiungere, ma una infinitá di cose che si perdono velocemente in lontanaza. L´immagine é una maglia che si sfila velocemente, una matassa che si dipana, un processo inarrestabile.
La vita non é una linea retta. La vita é un arco. Sí, un bellissimo arco con la corda ben tesa, perché la freccia possa scoccare sicura e silenziosa. Un sibilo fende l´aria. Impercettibile.
La vita ha la forma di un arco e necessita della luce della fede in un dio perché possa trasformarsi in un arcobaleno. Perché non sia solo un concentrato di goccioline d´acqua sospese in cielo dopo un temporale. Perché abbiano senso. Perché non passino inosservate. Perché la gente possa voltarsi a guardarlo con gli occhi pieni di stupore e meraviglia. La vita é un semicerchio. Un memento mori. Parte dalla terra, si leva in cielo e ritorna alla terra. Che sorga il sole allora. Che io, spoglia della mia invisibilitá, possa accogliere i raggi del sole come frecce nel mio grembo, e la mia trasparenza possa sanguinare in impercettibili pennellate di colore.

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