Sento il fischio del treno. Ogni anno si aggiunge un nuovo vagone, il treno aumenta di velocitá ed io sento sempre piú il bisogno di rimanere affacciata per un po´al finestrino, con lo sguardo rivolto indietro. Lascio che il vento mi colpisca alla nuca. Non oppongo resistenza e il mio sguardo si perde in un punto impreciso dello spazio. Non ho una meta da desiderare di raggiungere, ma una infinitá di cose che si perdono velocemente in lontanaza. L´immagine é una maglia che si sfila velocemente, una matassa che si dipana, un processo inarrestabile.
La vita non é una linea retta. La vita é un arco. Sí, un bellissimo arco con la corda ben tesa, perché la freccia possa scoccare sicura e silenziosa. Un sibilo fende l´aria. Impercettibile.
La vita ha la forma di un arco e necessita della luce della fede in un dio perché possa trasformarsi in un arcobaleno. Perché non sia solo un concentrato di goccioline d´acqua sospese in cielo dopo un temporale. Perché abbiano senso. Perché non passino inosservate. Perché la gente possa voltarsi a guardarlo con gli occhi pieni di stupore e meraviglia. La vita é un semicerchio. Un memento mori. Parte dalla terra, si leva in cielo e ritorna alla terra. Che sorga il sole allora. Che io, spoglia della mia invisibilitá, possa accogliere i raggi del sole come frecce nel mio grembo, e la mia trasparenza possa sanguinare in impercettibili pennellate di colore.
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