Nonostante la serata assolutamente negativa, per aver assistito ad uno scontro che prima o poi doveva manifestarsi, uno scontro a cui probabilmente non dovevo assistere perche' trattasi di faccenda assolutamente privata e familiare, ho avuto la mia soddisfazione.
Il ricredersi di una persona che reputo un amico, un grande amico, che mi aveva malgiudicato tempo addietro.
E' stato quantomeno gratificante sentirsi dire che, eri stato accusato di cose assolutamente non vere, che l'atteggiamento ostile avuto nei tuoi confronti era stato sbagliato, dettato da circostante derivate da altre persone che avevano condizionato il giudizio altrui.
Peccato che ancora una volta, scopri, nello stesso tempo che la storia si ripete, che altre persone si ritrovano a parlare e pensare male di te, quando ancora una volta ti sei comportato in maniera fortemente trasparente.
A questo punto mi chiedo se la gente non abbia piu' incentivo nel pensare il peggio del prossimo rispetto a crearsi quello che dovrebbe chiamarsi un ragionevole dubbio di incolpevolezza.
Ma in effetti e' molto piu' facile incolpare che cercare le ragioni della "discolpevolezza". Termine che ho coniato al momento, me ne rendo conto, ma che in questo caso esprime piu' di ogni altro la situazione.
Ho trentatre anni e sinceramente mi sono rotto di tante cose, soprattutto dei ragazzini che credono di essere arrivati chissa' dove, ragazzini incapaci che non si rendono conto di quello che dicono, che ti giudicano senza sapere che prima ancora che fossero in grado di partirire un pensiero, tu ci hai gia' rimuginato per notti intere.
Devo tirarmene fuori. Voglio vivere e frequentare un mondo di persone e mature e che senta simili, che vivono secondo il mio stesso pensiero, ma che ci credano davvero, senza cercare di assecondarmi per una situazione di comodo. Un mondo dove i soldi servono solo a pagare le bollette a fine mese e non a rendere una persona diversa da un'altra. Un mondo dove una sciarpa su una cravatta non vada ad identificare una persona valida o una persona incondizionatamente fasulla. Non ho mai indossato una sciarpa su una cravatta, ma d'ora in poi mi guardero' bene dal farlo. In un caso o nell'altro sarei classificato senza nemmeno dover, anzi, poter aprir bocca.
Che mondo di merda. E neanche posso dire, faccciamoci una partita a carte per non pensarci, perche' anche li' pare che si rischi il pericolo. A scacchi? Ok forse ci e' concesso. GRAZIE! Il re, il massimo conoscitore dei comportamenti umani ha deliberato. E se lo dice lui...beh c'e' da crederci per forza.
Peccato che questi regnanti abbiano la possibilita' di regnare solamente negli inferi, dove il piu' santo ti spacca la faccia a scopo preventivo solo perche' gli hai detto "ciao" con un sorriso e gli hai dato l'impressione che tu lo stia prendendo per il culo.
Questo mondo non e' fatto per la massima sincerita', mio caro Amico, carissimo Amico, perche' e' a te che sono dirette queste righe, io ti ammiro. Per la tua capacita' di dire le cose come sono, a rischio di farti odiare, io ti ammiro. Dovrei imparare anche io, ma non ci riesco. Sono troppo portato a mediare, smorzare, ammorbidire. Alla fine hai ragione tu, perche' con il troppo smussare il senso delle parole non giunge chiaro all'orecchio, al punto che ogni giorno certi concetti andrebbero ribaditi. E invece tu riesci, una e una sola volta ad esprimerli.
E proprio stanotte c'era chi dimostrava di aver apprezzato questo tuo modo di comunicare.
Ci vuole tanto coraggio nel dire sempre le cose come sono, nella totale chiarezza e senza temere i rischi.
Io non ci riusciro' mai.
giovedì 5 ottobre 2006
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2 commenti:
Ti tengo d'occhio!!!! ;-)
ehi mi stai guardando?
ti spacco la faccia.
SonnyB
;-)
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