E' stata una decisione difficile all'inizio. Poi man mano che realizzavo che era la decisione giusta da prendere, l'ho accettata sempre piu' di buon grado.
Navigare controvento...sembra impossibile eppure ci sono le tecniche per riuscirci. Direziona la vela, agisci sul tirante, padronanza del timone e corpo rivolto verso le onde che ti schiaffeggiano il viso con acqua gelida.
Non e' facile intraprendere un viaggio per motivi puramente razionali. Non l'ho mai fatto in vita mia.
Ogni mattina, salivo sul ponte, annusavo l'aria, guardavo le nuvole, mettevo una mano in acqua e decidevo la mia direzione. Ma non si puo' sempre vivere cosi'.
Arriva un momento in cui bisogna puntare la terra ferma. Stabilire un luogo di attracco. Una baia sicura che ti permetta di godere di un po' di pace e serenita'.
Per quanto sia emozionante, non si puo' ondeggiare per sempre.
Mai pero' mi sarei potuto aspettare di poter soffrire di "mal di terra".
Con i gelati si guadagna bene. Ho smesso di vivere di stenti, tra qualche tempo potrei pure pensare di costruirmi una capanna.
Ma ci sono giorni in cui mi manca il mare. Ci sono mattine in cui mi sveglio e sento che mi chiama.
Non si puo'. Non devo. Basta.
Rimango qui, sulla terra ferma. Anche qui ci saranno colori da scoprire ne sono sicuro. Basta solo imparare a riconoscerli. Ci saranno emozioni, saranno di origine diversa, ma le trovero'.
E poi, nella capanna non saro' solo. Si spera. C'e' questa nuova prospettiva e non vedo l'ora di poter sperimentare le potenzialita' di questa esperienza.
Devo aspettare. Attendere. Portare pazienza. Pazienza...e chi ne ha? Ho sempre voluto tutto e subito.
Sto impazzendo. Cammino avanti e indietro sul molo. Mi specchio nell'acqua e non vedo altro che un gelataio. Mi sento "monoedrico".
Devo tenere duro. Ho preso la decisione giusta. Non sempre si puo' vivere in modo facile, anzi sono stato fortunato se finora la vita me lo ha permesso.
Se penso a tutti quelli che da sempre hanno dovuto, per forza di cose, fare dei lavori molto meno esaltanti, allora mi dico che non posso e non devo assolutamente lamentarmi.
Io almeno faccio gelati, ho la possibilita' di spaziare con i gusti. Posso inventarne di nuovi.
Gia' se producessi coni, non so se riuscirei a resistere. Se penso a chi produce i tovagliolini, mi manca il respiro.
Sono un gelataio che lavora di giorno. Con i proventi dei gelati riusciro' a comprare un terreno. Con sforzi e fatica riusciro' a metterlo in piano e piantero' il primo asse nella terra. E attorno a quell'asse costruiro' la mia capanna. Attorno a quella capanna piantero' il mio orto. Attorno al mio orto crescera' una siepe. Di fianco alla capanna, un grande albero alla cui ombra finalmente riposero'. E se ci sarai sentiro' il profumo delle tue uova con patate provenire dalla finestra della cucina.
A quel punto mi librero' nell'aria e osservero' tutto il quadro, l'insieme, dall'alto, nella sua interezza.
A vederla cosi', non e' affatto male. A pensarci bene, il mare gia' non mi manca piu'.

Navigare controvento...sembra impossibile eppure ci sono le tecniche per riuscirci. Direziona la vela, agisci sul tirante, padronanza del timone e corpo rivolto verso le onde che ti schiaffeggiano il viso con acqua gelida.
Non e' facile intraprendere un viaggio per motivi puramente razionali. Non l'ho mai fatto in vita mia.
Ogni mattina, salivo sul ponte, annusavo l'aria, guardavo le nuvole, mettevo una mano in acqua e decidevo la mia direzione. Ma non si puo' sempre vivere cosi'.
Arriva un momento in cui bisogna puntare la terra ferma. Stabilire un luogo di attracco. Una baia sicura che ti permetta di godere di un po' di pace e serenita'.
Per quanto sia emozionante, non si puo' ondeggiare per sempre.
Mai pero' mi sarei potuto aspettare di poter soffrire di "mal di terra".
Con i gelati si guadagna bene. Ho smesso di vivere di stenti, tra qualche tempo potrei pure pensare di costruirmi una capanna.
Ma ci sono giorni in cui mi manca il mare. Ci sono mattine in cui mi sveglio e sento che mi chiama.
Non si puo'. Non devo. Basta.
Rimango qui, sulla terra ferma. Anche qui ci saranno colori da scoprire ne sono sicuro. Basta solo imparare a riconoscerli. Ci saranno emozioni, saranno di origine diversa, ma le trovero'.
E poi, nella capanna non saro' solo. Si spera. C'e' questa nuova prospettiva e non vedo l'ora di poter sperimentare le potenzialita' di questa esperienza.
Devo aspettare. Attendere. Portare pazienza. Pazienza...e chi ne ha? Ho sempre voluto tutto e subito.
Sto impazzendo. Cammino avanti e indietro sul molo. Mi specchio nell'acqua e non vedo altro che un gelataio. Mi sento "monoedrico".
Devo tenere duro. Ho preso la decisione giusta. Non sempre si puo' vivere in modo facile, anzi sono stato fortunato se finora la vita me lo ha permesso.
Se penso a tutti quelli che da sempre hanno dovuto, per forza di cose, fare dei lavori molto meno esaltanti, allora mi dico che non posso e non devo assolutamente lamentarmi.
Io almeno faccio gelati, ho la possibilita' di spaziare con i gusti. Posso inventarne di nuovi.
Gia' se producessi coni, non so se riuscirei a resistere. Se penso a chi produce i tovagliolini, mi manca il respiro.
Sono un gelataio che lavora di giorno. Con i proventi dei gelati riusciro' a comprare un terreno. Con sforzi e fatica riusciro' a metterlo in piano e piantero' il primo asse nella terra. E attorno a quell'asse costruiro' la mia capanna. Attorno a quella capanna piantero' il mio orto. Attorno al mio orto crescera' una siepe. Di fianco alla capanna, un grande albero alla cui ombra finalmente riposero'. E se ci sarai sentiro' il profumo delle tue uova con patate provenire dalla finestra della cucina.
A quel punto mi librero' nell'aria e osservero' tutto il quadro, l'insieme, dall'alto, nella sua interezza.
A vederla cosi', non e' affatto male. A pensarci bene, il mare gia' non mi manca piu'.

1 commento:
E' come se fossi in una gabbia, è sai qual'è la cosa più assurda??? Che prima l'hai costruita e poi ti ci sei chiuso dentro non solo di tua spontanea volontà, ma anche con un grande sorriso sulle labbra. Puoi anche far finta di non vedere le sbarre, ma le senti, si legge nelle tue parole...non mi meraviglia che tu non scriva come prima, non puoi.
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