Sono giorni strani...
C'e' un'ipotesi che balena nell'aria. Un'ipotesi assurda.
Un Amico, un amico speciale, una persona che ritengo al di sopra di ogni livello a cui possa appartenere un essere vivente di questo universo, ha annunciato la mia paternita' imminente.
Gli ho dato del pazzo ovviamente. Perche' me l'ha presentata come una cosa certa, ma allo stesso bellissima. Mi ha detto: "Non sei felice? E' una notizia bellissima!"
E invece l'ha solo sognata. Sognata come si sognano le cose vere. Mi ha esposto il fatto come se fosse reale, anche con un pizzico di invidia, per averlo anticipato in questo momento cosi' topico della vita di un uomo.
Eppure e' tutto una fantasia, un sogno, irreale. Eppure tanta convinzione della veridicita'.
Sono giorni strani...
E' chiaro, non c'e' niente di concreto in questa sorta di premonizione, perche' allo stesso tempo avvenimenti del genere ti danno molto da pensare.
E' se fosse vero?
Ebbene la conclusione che ho raggiunto e' proprio questa: io non ho paura.
Ma per niente. Se anche fosse. Se anche sara'.
Conosco Laura da pochissimo e' vero, ma e' anche vero quello che dice Rosita: si conoscono persone da tanti anni per poi scoprire che non le si conoscono affatto.
Affermazione e considerazione ambivalente. Che si dovrebbe fare a quel punto? Tentare di conoscerle ancora o rassegnarsi al doversi affidare in quello che si conosce fino a quel momento?
Bisogna affidarsi alle convinzioni all'istinto o alla pura razionalita'?
Bisognerebbe mediare, certo. Le vie di mezzo. Quelle raccomandano tutti. Ma non sono le vie di mezzo un modo per vivere sempre a meta', che sia da una parte o dall'altra?
Uno modo per evitare mezza vita di qua e mezza vita di la'?
Certo se si parla di un figlio non si parla di politica, o della interpretazione di un quadro o della opinione su un libro.
Non si scherza e non ci si puo' permettere di sbagliare grossolanamente.
Non ci sara' nessun bambino, Gino avra' solo letto nei miei occhi un desiderio di paternita' futura e il suo subconscio, inconscio o chi per lui l'avra' tradotto in un ricordo audiovisivo dormiente, ma resta il fatto che non mi tremano le gambe piu' di tanto al pensiero.
Amo la mia donna, sto bene con lei e il pensiero che una piccola creatura possa avere i suoi occhi e il nostro amore, non potrebbe che rendermi felice.
Un pensiero, una posizione che potra' risultare assolutamente incoscente, o molto matura. Non e' dato saperlo.
Quel che conta e' che io non ho paura.
venerdì 15 giugno 2007
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2 commenti:
Io credo che in cert casi non sia imporante conoscersi, ma RICONOSCERSI. Quando riconosci una persona è perchè capisci che "è LEI". E' perchè vedi in lei tante cose... E' perchè ti rimanda un'immagine in cui...ti riconosci. (chiuso il cerchio).
E credo anche che nel mettere al mondo un figlio ci sia sempre un filo di incoscienza di cui la natura si serve per salvaguardare la specie...
Comunque sia, ti ci vedrei anch'io, papà... Il momento c'è...
Chissà che quella del tuo amico sia davvero una premonizione... ***
...era da tanto che non leggevo il tuo blog...ma quante cose sono passate dall´ultima volte che ci siamo parlati? una vita, forse. Quella di un figlio...
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