Orario assurdo...
sono appena rientrato a casa, vengo da un weekend che spezzerebbe le ossa anche ad Ercole o Maciste.
E' bello questo lavoro, lo adoro, la amo, mi entusiasma sera dopo sera, mi sorprende, mi esalta...
Non potrei farne a meno, mai!
Ma come ogni cosa entusiasmante, bella che ti capita di vivere, ha anche i suoi lati negativi.
Quello piu' forte, piu' sentito, almeno in quest'ultimo periodo, e il senso di estrema solitudine.
Vivi in mezzo a centinaia di persone, le respiri, le assapori, le assaggi, le nutri, le disseti e le soddisfi, con la tua capacita', con la tua esperienza, modo di fare, di porti, di proporre, di preparare, di vendere, di presentare, di decorare, di ritoccare.
Ma alla fine, quando ti ritrovi a serata finita, a fare quello che maggiormente odi, ovvero ripulire il campo di battaglia, eliminare le tracce del tuo sudore, quando finalmente hai il tempo di alzare la testa, pronto, propositivo, entusiasta dell'ennesima serata mai uguale alla precedente, quando vorresti spaccare il mondo, quando vorresti finalmente far parte anche tu di quel mondo, essere complice del divertimento, dell'allegria, dello stare insieme, del parlare, ridere, scherzare, cazzeggiare...
Proprio allora ti rendi conto che e' tutto finito. Sono andati tutti a casa, stanchi, provati, soddisfatti e sazi.
Non e' sempre facile. E' come fare da mangiare per un esercito e poi aver voglia di sederti a tavola con loro. E' sempre troppo tardi quando riesci a trovare il tempo per farlo.
Sei all'aperitivo quando il mondo e' ormai al bicchiere finale di amaro.
Sempre fuori tempo, sempre fuori luogo.
Lucido quando gli altri sono alle pezze, ubriaco quando stanno gia' dormendo.
Sei soddisfatto, certo, perche' e' come se li avessi messi a letto uno per uno, ma cosciente che il tuo desiderio piu' grande sarebbe stato quello di averne almeno uno disposto ad iniziare la serata con te, a vivere secondo i tuoi tempi.
E ti ritrovi solo, con un bicchiere in mano, senza neanche un motivo. Anzi il motivo c'e'. Spegnere l'adrenalina, quella che sarebbre in grado di tenerti sveglio tutta la notte e portarti a crollare su un letto quando e' ormai mattina. Quando gli altri si svegliano e affrontano un'altra giornata. E tu nel frattempo dormi e anche allora non potrai condividere con loro niente.
Il lupo che vive di notte e il falco che troneggia nei cieli di giorno.
Non puoi scegliere con chi dividere i tuoi momenti. Sempre gli stessi lupi, sempre a sognare milioni di falchi.
E gratti la notte, scavi, cercando di trovare anime compatibili.
L'anima compatibile, quella tanto agognata. Ma se e' vero che e' impresa ardua ritrovarla in un mondo intero, figuriamoci in un mondo estremamente ridotto come e' quello formato dal branco dei lupi.
Bisognerebbe scegliere di smettere di ululare alla luna, ma sarebbe andare contro il proprio istinto.
Lupi si nasce. Lupi si vive. Lupo o la morte.
Morte intesa come non vita. Vita...
Facile dire IO VIVO!
VIVERE...VIVERE soddisfando appieno il senso della parola non e' mica cosa da tutti!
Respirare e' facile, anzi e' innato, istintivo. Non richiede sforzi. E' piu' complicato non farlo.
Ma VIVERE e' ben altra cosa. Richiede impegno, sensibilita', capacita', doti, fermezza, convinzione.
Siamo nati per VIVERE. Ma spesso sopravviviamo soltanto, perche' e' comodo, perche' non e' il caso di esagerare e pretendere di piu'.
Infondo siamo solo uomini no?
SOLO? SOLTANTO? Che assurdita'.
Siamo uomini, siamo noi stessi. Ognuno di noi deve essere padrone di se stesso, della propria vita. Ognuno e' fautore del suo destino. Stupido e' chi si affida al fato, alla convinzione che quello che capita va preso per come viene. La fatalita' non esiste.
Quello che otteniamo e' frutto dei nostri sforzi, quello che perdiamo e' il risultato dei nostri errori.
Nessuna causa esterna. Siamo gli assoluti responsabili del nostro vivere, del nostro futuro. Goie e preoccupazioni sono dirette conseguenze delle nostre scelte.
Non dobbiamo mai far finta di dimenticarlo.
Qualcuno ci ha piantato su questa terra, ma non dobbiamo aspettare che piova per rinvigorirci, per continuare a crescere, per sbocciare e per generare nuova vita.
Siamo fortunati noi. Possiamo spostare e trapiantare le nostre radici, possiamo andare a caccia di acqua, se anche dovessimo percorrere chilometri.
Siamo piu' fortunati delle piante, peccato che lo dimentichiamo spesso e ci comportiamo da perfetti vegetali.
E allora, aspettiamo che piova...
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Il domani
Il domani non e' garantito a nessuno. In nessun modo avrai mai la possibilita' di ottenere certezze di alcun tipo. Ma proprio per qu...
-
E' un periodo davvero strano, uno di quei momenti in cui nonostante l'esperienza la saggezza e la maturita' acquisita, non riesc...
-
Quando non hai voglia piu' di crederci, ti cade addosso un'emozione, cresce prepotente e senza regole e d'un tratto torni a vive...
-
Nonostante tutto, nonostante tutti. Toglietemi la possibilita' di sognare e avrete ucciso la mia anima. A trentatre anni ancora sogni? S...
2 commenti:
Io credo che chi si affida al destino non è in grado di lottare per ottenere ciò che desidera...vegetare e aspettare che piova...che triste una vita così...per fortuna ci sono persone con una sensibilità fuori dal comune, che mettono passione e impegno in tutto ciò che fanno e sono VIVE nel senso più pieno del termine...se la memoria non mi inganna, anche tu appartieni a questa categoria, vero? :-) E mi sa che davanti ad una delle tue buonissime decorazioni c'è qualche sorriso che farebbe volentieri l'alba con te...magari stasera eri troppo stanco per accorgertene...io guarderei bene dietro il bancone a fine serata!.. ;-))
leggere l'intero blog, pretty good
Posta un commento